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rivoluzione

A Napoli protesta centri sociali-Casapound. Di Stefano a Renzi e Boldrini: “Vi prenderemo per il cravattino in Parlamento”

Pubblicato su da Grunf

ROMA – “Dobbiamo iniziare a lottare da oggi, portare questo movimento politico in Parlamento a combattere a a lottare duramente”, diceSimone Di Stefano, leader di Casapound, parlando all’Hotel Ramada, a Napoli, parlando a un folto gruppo di sostenitori. Fuori, nei pressi della stazione Garibaldi, i manifestanti antifascisti dei centri sociali protestano contro l’iniziativa elettorale di Casapound. Di Stefano se la prende con la sinistra in Parlamento. “Quando questi vanno in giro a chiedere il voto ai lavoratori – dice- si prendono il voto e la prima cosa che fanno quando vanno al governo e’ lo ius soli. Hanno parlato per due anni di ius soli. Ma ora che arrivano le elezioni, in campagna elettorale la Boldrini e Renzi non ne parlano piu'”.

Di Stefano ancora rivolto a Renzi e Boldrini: “Quando voi prendete i voti degli italiani e poi andate in Parlamento a fare le cose contro gli italiani, senza avere mandato popolare perche’ nessun italiano vi vota per fare lo ius soli, ebbene dovete sapere che noi in parlamento faremo volare le sedie. Mi spiace che la Boldrini si spaventi e dica che non bisogna votarci perche’ bullizziamo i parlamentari. Ma si e’ vero noi andremo in giro per il parlamento e arriveremo da dietro, mentre alla buvette mangiate il tramezzino, dodici ragazzuoli, uomini e donne di Casapound, a prendervi per il cravattino e vi diremo ‘come vi permettete di fare le cose senza mandato popolare?’. Altrimenti prendessero i voti per fare lo ius soli. Ma i colpi di Stato bianchi con noi in Parlamento saranno impossibili”.

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"Breaking Point". Punto di Rottura

Pubblicato su da Grunf

Niegel Farage, leader dell'Ukip (partito anti-europeista inglese), ha scelto questo slogan per il nuovo poster referendario pro Brexit. Sullo sfondo una massa di rifugiati che premono per entrare nel Paese.
Niegel Farage, leader dell'Ukip (partito anti-europeista inglese), ha scelto questo slogan per il nuovo poster referendario pro Brexit. Sullo sfondo una massa di rifugiati che premono per entrare nel Paese.

Inglesi voi che avete ancora un briciolo di democrazia votate per uscire dalla dittatura Europea prima che sia troppo tardi. non fatevi convincere da quelli che auspicano o minacciano catastrofismi e disastri di ogni genere.. sono tutte balle!

L'unico disastro in caso (e ci spero) della vostra uscita dalla UE sarà per quei maiali, sionisti,massoni della BCE

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Torino : LA MARCIA DEGLI INVISIBILI (Video)

Pubblicato su da Grunf

Eva Giovannini a Torino

 

raccoglie le

 

testimonianze degli invisibili, i

 

nuovi poveri

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L'assalto ai supermercati Greci (video)

Pubblicato su da Grunf

Qualche testata filo europeista ha dichiarato che la disperazione Greca e una balla partita dai social network e difusasi a macchia d'olio sul Web.

Questo e solo uno dei tanti video di smentita a questi pseudo giornali che fanno della menzogna la loro bandiera

Saluti

grunf

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GRECIA: LA GENTE ASSALTA I SUPERMERCATI (+ link correlati)

Pubblicato su da Grunf

“La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali.

Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.

Silenzio assoluto.

Nessuna risposta.

Censura totale.

Nessun candidato alle elezioni in Italia ha fatto menzione della situazione greca attuale.

- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

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GUERRA DEL PANE DI ATENE ( Foto Album )

Pubblicato su da Grunf

VIETATO FAR VEDERE LA GRECIA CHE BRUCIA - L’ITALIA DEVE ANDARE AL VOTO SENZA AVERE NOTIZIE DELLA “GUERRA DEL PANE” DI ATENE: PERCHE’? - ASSALTI AGLI SCAFFALI PER DISTRIBUIRE VIVERI IN PIAZZA, RAPINE IN BANCA PER RESTITUIRE QUALCHE SOLDO ALLA POPOLAZIONE, DIMOSTRANTI PICCHIATI IN CELLA - L’EUROPA FRANCO-TEDESCA HA DISTRUTTO UNA NAZIONE E RIDOTTO ALLA FAME UN INTERO POPOLO - LA RIBELLIONE DEGLI AGRICOLTORI…

GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )

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Offesa alla povertà

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Chi ha ceduto la RAI a questi cialtroncelli ?

Pubblicato su da Ugo Pennati

Chi ha ceduto la RAI a questi cialtroncelli ?

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Muos, alta tensione a Niscemi davanti alla base Usa

Pubblicato su da Grunf

Gli attivisti del movimento 'No Muos', stamattina alle 5,30, hanno bloccato alcuni automezzi con una decina di militari Usa che si recavano a dare il cambio ai colleghi di guardia del turno di notte. La zona è presidiata da un centinaio di dimostranti, in prevalenza 'mammè del movimento, ma è anche vigilata dalle forze di polizia

NISCEMI. È tornata alta la tensione davanti ai cancelli della base statunitense di contrada Ulmo, a Niscemi (Caltanissetta), dove gli attivisti del movimento 'No Muos', stamattina alle 5,30, hanno bloccato alcuni automezzi con una decina di militari Usa che si recavano a dare il cambio ai colleghi di guardia del turno di notte. La zona è presidiata da un centinaio di dimostranti, in prevalenza 'mammè del movimento, ma è anche vigilata dalle forze di polizia. Le autorità hanno smentito le voci secondo cui ci sarebbero stati tentativi da parte dei soldati di forzare i blocchi. «La situazione è sotto controllo - ha detto il dirigente del commissariato di polizia, Gabriele Presti - e con i manifestanti c'è un dialogo pacifico, si spera anche proficuo». Anche ieri i blocchi avevano impedito il passaggio dei soldati che, però, sono tornati indietro, facendo rientro nella base di Sigonella. Gli attivisti temono che le autorità militari Usa stiano temporeggiando, per consentire il completamento dei lavori di costruzione del Muos (il sistema satellitare di telecomunicazioni ad altissima frequenza contro cui si battono i residenti) che stanno proseguendo regolarmente. Ma il consolato statunitense di Napoli ha aperto un canale di dialogo con il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dopo che i militari di Sigonella avevano respinto il funzionario regionale inviato per notificare l'avvio della procedura di revoca delle autorizzazioni per l'allestimento dell'impianto nel territorio di Niscemi.

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Roma, oggi gli studenti tornano in piazza: corteo non autorizzato

Pubblicato su da Grunf

ROMA - Dopo un autunno caldissimo, scandito dalle dimostrazioni del 5 ottobre, 14 novembre e 6 dicembre, i liceali tornano oggi a manifestare contro le politiche di austerità. Non ci saranno gli universitari, in piena sessione di esami, né i docenti: la piattaforma è stata sottoscritta unicamente dagli studenti medi di 52 istituti romani. L’appuntamento è alle 9 e 30 a Piramide per un corteo non autorizzato il cui percorso, come d’abitudine, verrà concordato metro dopo metro con le forze dell’ordine.

«Questa volta non abbiamo grandi scopi, come palazzi o bersagli da colpire – confida Lucio, studente diciassettenne del Virgilio – Bloccheremo la città per far sentire la nostra voce, questo è quello che ci importa. Eviteremo attentamente lo scontro, l’ultima cosa che vogliamo è essere strumentalizzati in piena campagna elettorale da qualche politico perbenista che vuole farsi bello sulla nostra pelle».

Non ci saranno i consueti e scenografici scudi di libri, persi o distrutti durante i duri scontri del 14 novembre, ma alcuni studenti indosseranno dei caschi: «Nessun casco integrale, solo “scodelle” colorate a sottolineare il loro carattere difensivo». Non è nota la direzione che prenderà la manifestazione anche se, anticipano i giovani: «Non abbiamo nessuna intenzione di fare il solito tragittino da Piramide al ministero dell’Istruzione. La nostra idea sarebbe di dirigerci da viale Aventino verso il centro storico e riprenderci una piazza, ad esempio piazza Venezia o piazza Bocca della Verità, dipende dalle dimensioni del corteo».

Quanto alle motivazioni, queste toccheranno gli stessi temi aperti nell’autunno scorso: «Vogliamo fare sentire la nostra voce in questa campagna elettorale, che parla di tutto meno che dei problemi delle nostre scuole – così Annalisa, del Mamiani – Ma attenzione, non vogliamo chiedere nulla a questo o quel partito perché non ci sentiamo rappresentati da nessuno. Tutti hanno risposto alla crisi con lo smantellamento del welfare appoggiando le politiche di austerity del governo Monti». Nessun cambiamento verrà dalle urne, questa è la loro convinzione: «L’alternativa sta nella lotta – spiegano – non nei seggi elettorali».

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