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scandalo

Usa: proposto il carcere per chi abortisce dopo lo stupro

Pubblicato su da Grunf

WASHINGTON (USA) - Di proposte di legge stupide ogni Parlamento nel mondo ne fa; ma certe volte si supera ogni limite di decenza. Ne è un esempio la proposta di legge numero 206 fatta nel New Mexico dalla deputata repubblicana Cathrynn Brown. Secondo questa legge, la donna che abortisce dopo uno stupro, si rende colpevole del reato di aver distrutto delle prove; un reato di terzo grado (secondo la divisione in uso nel Codice Penale statunitense) che prevede una condanna fino a 3 anni di galera. La stessa norma varrà in caso di incesto. Questo perchè il bambino può essere una prova per l'eventuale processo.

E così i repubblicani hanno posto un'altra pietra in quella che ormai è una vera e propria battaglia contro i diritti delle donne, in particolare in caso di stupro. Già i repubblicani sono riusciti a bloccare una legge che garantiva alle donne stuprate assistenza legale gratuiota. Nel 2011 un'altra legge, per fortuna non approvata, stabiliva che le donne, per poter accedere ai fondi federali di assistenza, dovesse dimostrare di essere stata "violentata energicamente". E l'ultima campagna elettorale non è stata da meno, con, per esempio, il candidato Richard Mourdock che ha sostenuto in un dibattito che se una donna esce incinta dopo uno stupro è perchè "lo ha voluto Dio".

Resta da chiedersi come può una donna votare chi fa queste proposte? E ancora di più, come può una donna fare proposte simili?

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Varallo P.: ecco l'ordinanza 'anti piccione :(

Pubblicato su da Grunf

Arriva l’ordinanza “anti piccione” a Varallo Pombia. L’Amministrazione Comunale, guidata dal primo cittadino Alberto Pilone, ha infatti emesso un apposito documento per il contenimento della proliferazione della popolazione di colombi in ambito urbano. <<Purtroppo le strade e gli edifici del paese da questo punto di vista versano in una situazione alquanto preoccupante – ha sottolineato il sindaco – e quindi chiediamo ai cittadini, oggi più che mai, di essere maggiormente responsabili. Abbiamo infatti rilevato che il numero dei piccioni sul territorio negli ultimi anni è aumentato davvero in modo esponenziale. Dunque bisognerà adottare tutti quei sistemi necessari per evitare la nidificazione di questi volatili, che oltretutto come ben sappiamo sono anche portatori di malattie come per esempio la salmonellosi. Il provvedimento riguarderà tutti gli edifici del centro di Varallo Pombia, ma anche nella frazione di Cascinetta>>. Gli interventi saranno a carico dei proprietari degli stabili interessati, i quali dovranno adottare, a scopo preventivo, nel più breve tempo possibile e comunque entro sessanta giorni da una eventuale segnalazione scritta, specifici accorgimenti tecnici, come ad esempio l’innesto di griglie e reti su tutte le aperture dei sottotetti, porticati o ruderi, reti medesime a maglia fitta nei solai che ne possano garantire la corretta funzionalità nel tempo, oppure ancora chiudere i fori (che favorirebbero la nidificazione dei piccioni) degli edifici, innestando gli appositi dissuasori nei vari sottotetti. Sarà inoltre vietato dare cibo ai colombi presenti nei parchi cittadini. Sono previste multe che partiranno da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500

Mi devo procurare molti sacchi di pane secco da portare e spargere nei parchi e nelle vie di Varallo!!!
Perché non fare un ordinanza anti sindaco ? personaggio alquanto dannoso per il paese...






Grunf

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La spesa tra i rifiuti del supermercato

Pubblicato su da Grunf

BOLZANO. Metà mattinata, per le anziane signore è l’ora prediletta per fare la spesa. Specie se vivi nel quartiere con il tasso di vecchiaia più alto della città e in quello più popoloso per densità a chilometro quadrato. Europa - Novacella, in via Druso si trova una delle mete preferite per girovagare tra i banchi di un supermercato. Ieri mattina, però, c’era chi preferiva, al banco delle frutta e verdura, i cassonetti esterni dei rifiuti organici, subito dietro ai carrelli parcheggiati accuratamente in fila.

Con tra le mani un enorme sacco nero due anziane signore si sporgevano fino a insidiare il contenuto dei cassonetti che raccolgono l’umido. Da lì, magicamente, estraevano teste di insalata fresche, peperoni, zucchine e ogni altro ben di Dio che assomigliasse a frutta o verdura.

Un’immagine che, per un attimo, univa perfettamente due mondi sempre e ancora troppo distanti. Da una parte lo spreco di chi (distributori e consumatori) non riesce a smaltire in tempo (chissà poi rispetto a cosa) le risorse alimentari, dall’altra il limite della povertà oramai privato perfino del senso di vergogna. Senza sapere chi, tra le due parti, abbia o meno perso più dignità.

Mentre la politica è intenta a trovare accordi che riescano a limitare la portata dei tagli (che essa stessa ha voluto e deciso) all’intreccio della protezione sociale, c’è chi con l’aumento del costo dei servizi si autoesclude dalla comunità. Così si può anche smettere di riempire la borsa della spesa dal fruttivendolo vicino a casa e gonfiare, invece, un sacchetto nero, scuro e per nulla trasparente, di scarti se pur altrettanto nobili e freschi. Il costo, però, è vicino allo zero, a parte aver già tralasciato l’orgoglio umano dettato dalla sussistenza e aver disperso il senso della vergogna nell’istinto, altrettanto umano, della sopravvivenza.

E così si può anche rinunciare al pasto caldo delle mense anziani, perché se 7 euro e 50 centesimi sono una quota eccessiva per le mie tasche, per campare troverò un altro modo, meno costoso e meno visibile. «Rispetto a prima dell’aumento delle tariffe abbiamo circa il 50% in meno di utenti», ci ricorda inesorabilmente ogni giorno Sante Vittorio Giandon, presidente della cooperativa Clab.

Rinunciare a un servizio porta al fenomeno, preoccupante, dell’esclusione sociale. Se la legge provinciale del 1973 ancora garantisce alla persona il minimo vitale di sussistenza, non vi è certo alcun decreto che sancisca il dovere di «fare comunità».

«Oggi il tema è costituito dall’accesso ai servizi, spiega il direttore della Caritas Pio Fontana; se i servizi cominciano a costare troppo le persone, specie anziani con redditi minimi, vi rinunciano e viene meno la condivisione sociale che è anche il modo migliore per individuare e correggere casi e fenomeni di difficoltà e povertà. Mai come oggi abbiamo il bisogno di ricreare comunità, perché se le persone restano vigili e attente a ciò che accade intorno a loro, allora la politica sarà chiamata a rispondere più prontamente e se possibile a tagliare di meno la spesa sociale».

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Berlino, ministra Istruzione rischia il posto Accusata di aver copiato la tesi di dottorato

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Sesso con i trans in ufficio, arrestato pm

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Dietro l’ordinanza,eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo ed è stata emessa dal gip del tribunale di Perugia, ci sarebbe una storia legata al sesso. I rapporti a luci rosse sarebbero andati avanti da tempo, finché un anno e mezzo fa un trans - fermato nel corso di un'operazione antiprostituzione - avrebbe raccontato al pm Barbara Zuin cosa gli era capitato nell'ufficio dl quarto piano.

A quel punto la procura di Roma ha inviato un'informativa a Perugia e i magistrati umbri hanno piazzato telecamere e cimici nell'ufficio del magistrato. Sarebbero state proprio le telecamere e le cimici piazzate nell’ufficio del pm a filmare cosa accadeva al quarto piano della palazzina B della procura della Repubblica. Una storia di sesso e ricatti.

Secondo l'accusa, i transessuali accettando le avances del pm avrebbero evitato, almeno in parte, i guai con la giustizia.

Staffa è molto conosciuto a Roma soprattutto all'inchiesta sugli aborti clandestini Villa Gina, una delle cliniche della famiglia di Mario Spallone, il medico di Togliatti e per otto anni ha fatto parte del pool della Direzione distrettuale antimafia occupandosi di violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, riduzioni in schiavitù e droga.

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Bolivia, deputato abusa di una donna nell'Aula dell'Assemblea regionale di Chuquisaca (Video)

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E' scandalo in Bolivia dopo la diffusione delle immagini delle telecamere di sicurezza dell'Assemblea regionale di Chuquisaca, nelle quali si vede un deputato abusare di una donna delle pulizie, probabilmente ubriaca. I fatti si sono svolti il 20 dicembre (ma il filmato è stato reso pubblico solo ora), dopo una festa all'interno della struttura, alla quale prendevano parte sia politici che dipendenti dell'Assemblea.

Secondo quanto emerge dal video, la donna sarebbe stata ubriaca e appena cosciente quando Alcibiade Domenica, membro del Movimento al Socialismo (MAS), partito del Presidente Evo Morales, abusa di lei. La magistratura boliviana ha aperto un'inchiesta per determinare cosa sia accaduto quella notte, mentre il presidente Morales ha chiesto le dimissioni per "tutti coloro che risulteranno coinvolti".

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IN FEBBRAIO L'IRAN RIPROVERA' A MANDARE UNA SCIMMIA NELLO SPAZIO :((((

Pubblicato su da Grunf

LO HA DICHIARATO IL RESPONSABILE DEL PROGRAMMA

Entro i primi 10 giorni di febbraio l'Iran tenterà nuovamente di mandare una scimmia nello spazio, dopo il fallimento del precedente tentativo avvenuto due anni fa. Lo ha annunciato, secondo l'agenzia di informazione "Mehr", il capo dell'Organizzazione spaziale iraniana, Hamid Fazeli.

"I test finali per il lancio della capsula spaziale che ospiterà la scimmia sono stati completati", ha dichiarato Fazeli, precisando che il lancio avrà luogo nell'ambito delle celebrazioni per il 34esimo anniversario della Repubblica Islamica. I festeggiamenti, che iniziano il 31 gennaio, dureranno 10 giorni, ma il responsabile iraniano non ha rivelato la data esatta del lancio.

L'Iran ha gia' inviato nello spazio animali di piccola taglia, come topi, tartarughe e lombrichi. Il primo tentativo di mandare una scimmia nello spazio risale al 2011, ma è fallito senza che le autorita' ne spiegassero i motivi. Fazeli ha sottolineato che il progetto aiuterà l'Iran a "preparare l'invio di un uomo nello spazio" previsto per il 2020.

Perché non ci si mettono loro ? maledetti rincoglioniti!!!

Grunf

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Aumenta TUTTO tranne lo STIPENDIO!

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Proprietario di un sito sequestrato per PEDOPORNOGRAFIA è nella lista Monti per il Senato

Pubblicato su da Ugo Pennati

Proprietario di un sito sequestrato per PEDOPORNOGRAFIA è nella lista Monti per il Senato

PARE CHE nessuno si sia accorto di un’indagine della polizia postale per materiale pedopornografico su un forum del sito del Mama Mia, nonché di sigilli e ritiro della licenza da ballo perché i frequentatori della discoteca creavano problemi nel parco protetto di Migliarino San Rossore. Niente di penale, per carità. Lui si è sempre difeso, ma in città parlano di multe salate e poco rispetto dei limiti.

«Ho accettato la candidatura in Toscana, al Senato, per la lista Monti». Ad annunciarlo, sul suo profilo Facebook, è Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it e primo “pacsato” in Italia visto che dieci anni fa si è unito al suo compagno Christian Panicucci, cittadino francese (nella foto in pagina, il giorno delle “nozze”). De Giorni si candida al Senato con la lista Monti, in quarta posizione e le possibilità di entrare a Palazzo Madama sono buone, se la lista prenderà più dell’11 per cento.

De Giorgi non è l’unico omosessuale dichiarato che correrà per Monti. Come lui stesso rivela «ci sono io, c’è Adriana Galgano in Umbria e c’è il presidente delle Officine, Giuliano Gasparotti. Anche lui omosessuale dichiarato». Con tre tre candidati lgbt per il Pd, due per Monti, due per Sel, uno per Centro democratico, «la prossima legislatura rischia di essere la più gay nella storia del Parlamento».

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La vera patria dello stupro

Pubblicato su da Grunf

La Bbc ci porta in Sudafrica per raccontarci una delle piaghe più gravi del paese più moderno del continente, ovvero quella degli stupri. E per spiegare al meglio tutto iniziamo raccontando la storia di un giovane di 22 anni abitante nel sobborgo di Soweto.

INDIFFERENZA TOTALE - Il ragazzo, pochi giorni prima della fine dell’anno, ha ricevuto la visita della polizia in quanto accusato di aver violentato una giovane di 17 anni. La violenza è avvenuta su un bancone di un bar, il suo bar, ed è stato un gesto talmente improvvisato ed estemporaneo che il ragazzo non ha neanche ritenuto opportuno fuggire per non farsi trovare dalla polizia, allertata dalla stessa ragazza, visto che nel bar non c’erano testimoni della violenza.

600 MILA STUPRI L’ANNO - A differenza di quanto sta accadendo in India in questi giorni, in Sudafrica nessuno si chiede il perché di tanta violenza gratuita nei confronti delle donne e sembra che la società non si curi neanche di tale gigantesco problema. Anzi, il tutto viene liquidato con un’alzata di spalle. E finisce lì. In attesa della violenza successiva. In Sudafrica vengono denunciati mediamente sessanta mila stupri l’anno, più del doppio di quanto non avvenga in India, anche se il Paese è molto più piccolo. Ma secondo gli esperti il numero reale sarebbe dieci volte maggiore, quindi parliamo di 600 mila violenze.

GLI ATTACCHI ALLE NONNE - In quest’ultima settimana i giornali sudafricani si sono improvvisamente riempiti di storie relative a quella che sembra l’ultima moda nel Paese, ovvero la violenza di donne anziane, violenza che avviene spesso in zone estremamente rurali. Lo scorso 2 gennaio sono state stuprate due signore rispettivamente di 82 e 73 anni. Ma al di là del senso di rabbia e frustrazione dell’intellighenzia locale la popolazione sembra che non si interessi minimamente della cosa. Negli ultimi giorni molti esponenti dell’elite politica e culturale hanno guardato con grande interesse verso l’India nella speranza che l’onda dell’indignazione quantomeno lambisse le coste del Sudafrica. Ma niente di tutto questo è accaduto.

LO STUPRO E’ NELLA NOSTRA CULTURA - Ed è stupire è sopratutto il fatto che tali violenze gratuite non possono essere giustificate da nulla. Zwelenzima Vavi, leader sindacale locale, ha spiegato che non può nascondersi la povertà dietro la violenza di un bimbo di tre mesi o di una nonna di 87 anni. “Lo stupro fa parte della nostra cultura patriarcale”, ha aggiunto la donna d’affari Andy Kawa, vittima a sua volta di uno stupro di gruppo. La donna ha poi aggiunto: “succede ogni giorno ed avviene ovunque, anche in casa. E non se ne parla per paura, perché in genere è lo stupratore ad essere potente”.

IL GOVERNO FA IL MASSIMO MA NON BASTA - Mpumelelo Mkhabela, direttore del giornale di Soweto, ha spiegato che le persone devono fare di più per combattere la piaga dello stupro. “Il governo sta facendo il massimo -ha spiegato- ma anche la cittadinanza deve fare qualcosa, raccogliere la sfida e combattere anziché indignarsi per poi arrendersi dopo pochissimi giorni”. L’unica certezza è quindi data dal fatto che il Sudafrica è una società violenta. E’ stato così per decenni ed ormai la gente è abituata, si è adeguata. E non si può cambiare niente.

L’INDIFFERENZA DI UNA VIOLENZA - In molte comunità le giovani donne parlano tra di loro sugli stupri e su quello che potrebbe accadere loro, mentre i giovani uomini crescono con un senso del diritto a dir poco viziato dalla realtà. Ed in quest’ultima settimana non vi è stata alcuna reazione, se non qualche riga su alcuni dei quotidiani più importanti, relativamente allo stupro di gruppo subìto da una ventunenne in coda per iscriversi all’università di Pretoria. La giovane è stata trascinata nella vegetazione ed è stata violentata da quattro uomini non identificati. Fortunatamente è riuscita a sopravvivere. Il tutto nell’indifferenza più totale. Bisogna fare qualcosa per le donne contro gli uomini -ha spiegato un’altra donna- ma in realtà chissà se cambierà mai qualcosa.

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