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Uccisero 76enne, arrestata banda italo-albanese

Pubblicato su da Grunf

In manette la banda di rapinatori italo - albanese FINALMENTE!!!!!

LICOLA. Un'operazione congiunta dei carabinieri di Pozzuoli e Casal di Principe ha portato a 5 arresti di componenti di una banda italo-albanese specializzata nelle rapine in casa in danno di donne anziane. Tra queste, quella del 19 novembre 2011 nella quale fu uccisa una 76enne a Pozzuoli. Antonietta Gigante, detta Assuntina, fu trovata morta nella sua villetta in localita' Licola mare in via Alice. I carabinieri hanno arrestato una banda di rapinatori autori di alcune violente rapine in appartamento, tra i quali vi sarebbero i responsabili del delitto. Secondo quanto si e' appreso, determinante alla soluzione del caso e' stata una banconota insanguinata trovata dagli investigatori accanto al cadavere della donna. Antonietta Gigante mori' per aver cercato di difendere i risparmi che custodiva in casa. Il 19 novembre 2011 era nella sua casa di Licola a Pozzuoli, nel napoletano, quando una banda di rapinatori fece irruzione nella villetta. Si trattava di malviventi italiani e albanesi che la gettarono sul letto legandole mani e piedi con il nastro adesivo e imbavagliandola, per costringere la 76enne a rivelare in nascondiglio dei risparmi. L'anziana si sarebbe opposta, ma dopo pugni al volto e al torace avrebbe rivelato che i risparmi di una vita, tra gli 11 e i 20mila euro, erano nel piu' classico dei nascondigli, infilati nel materasso. La somma esatta non e' stata mai quantificata, ma gli autori di quella brutale e tragica rapina sono stati tutti identificati e arrestati dai carabinieri delle compagnie di Pozzuoli e di Casal di Principe.

Indagini complesse, arrivate alla svolta decisiva dopo il fermo il 30 novembre scorso di Jeton Jella, un 26enne albanese che i carabinieri ritengono responsabile di una rapina avvenuta una settimana prima dell'omicidio di Antonietta Gigante, sempre a Licola e sempre in casa di un'anziana sola. Il 26enne, messo alle strette, ha ammesso la partecipazione alla rapina dell'11 novembre 2011 e ha anche rivelato agli inquirenti i nomi dei responsabili del colpo compiuto 7 giorni dopo, finito tragicamente. Dalle rivelazioni di Jella ai riscontri compiuti dai carabinieri, che dopo il delitto avevano acquisito tutto il traffico telefonico, registrato prima e dopo la rapina in casa di Antonietta Gigante, e avevano individuato alcuni possibili responsabili. Quegli elementi tornano utili e confermano la ricostruzione del giovane albanese. I carabinieri hanno fermato tutti i componenti della banda italo-albanese, tra i quali anche due donne con un ruolo chiave nell'organizzazione. Maria Domenica Lettieri e Assunta Di Silvestro, di 38 e 36 anni, avevano il compito di individuare i possibili bersagli e di creare gli appoggi logistici per preparare il colpo. In particolare, si proponevano come badanti o collaboratrici domestiche. Con questo sistema avevano raccolto la voce che in casa di Antonietta Gigante, vedova di un piccolo imprenditore che viveva da sola, era nascosta una somma considerevole. Al colpo partecipavano poi Giovanni Lettieri, 40enne pregiudicato fratello di Maria Domenica, e Besin Xheli, 26enne albanese. Il 40enne napoletano e' accusato di essere l'aggressore dell'anziana. Del gruppo, solo Jeton Jella non e' accusato del concorso in omicidio. Le indagini proseguono per verificare se la stessa banda possa aver compiuto altre rapine nel giuglianese. Tra gli indizi rivelatori, anche una banconota da 50 euro insanguinata che fu repertata dalla Scientifica durante i sopralluoghi dopo la scoperta dell'omicidio della donna.

La rapina, era il 19 novembre 2011 e il Antonietta Gigante fu ritrovata nella sua casa senza vita. Il suo corpo riverso sul letto in una stanza al secondo piano della sua villetta di Licola. L'anziana presentava il volto tumefatto, aveva alcune escoriazioni sul corpo, le mani legate da un foulard e altri segni evidenti di una violenta aggressione. La sua casa, inoltre, era completamente a soqquadro. Le indagini fecero immediatamente pensare a una rapina finita tragicamente e oggi è stato possibile risalire agli autori dell'efferato delitto e di individuare la banda.

Indagini e intercettazioni. Fu una vicina di casa ed amica della figlia a suggerire alla banda italo - albanese di rapinare Antonietta Gigante, l'anziana donna morta soffocata a causa delle percosse subite durante una rapina avvenuta nel 2011, nella sua abitazione di Licola Mare. E' quanto emerge dal decreto di fermo emesso dal pm Raffaele Tufano e notificato dai carabinieri a Giovanni Lettieri, accusato dell'omicidio. Assunta Di Silvestro, indagata per concorso nell'omicidio, abita, infatti, a poca distanza dalla casa in cui avvenne la tragica rapina e frequentava la figlia della vittima, Adriana. Di Silvestro era venuta a conoscenza che l'anziana possedeva una consistente somma di denaro dalla quale non si separava mai: era la stessa Antonietta Gigante, del resto, a parlare ai vicini della borsa in cui teneva il denaro. I rapinatori furono accompagnati a Licola dall'altra donna indagata per omicidio, Maria Lettieri, sorella di Giovanni, e attesero in casa di Assunta Di Silvestro alcune ore, per essere certi che l'anziana si addormentasse. Di Silvestro, che ha ammesso il proprio ruolo nell'organizzazione della rapina, sostiene di essere stata minacciata da Giovanni Lettieri: saputo dai giornali che Antonietta Gigante era morta, chiese spiegazioni al complice, il quale a suo dire rispose: ''Qual e' il problema? L'ho uccisa io la vecchia, le ho dato un pugno in faccia ed uno in petto. Lo vuoi pure tu un pugno in faccia? Vuoi fare la stessa fine della vecchia, tu e i figli tuoi?''.

Guardiamole bene queste facce da galantuomini!!! puah

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