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Come lo stato Italiano uccide l'Antimafia

Pubblicato su da Ugo Pennati

Come lo stato Italiano uccide l'Antimafia

La DIA (Direzione Investigativa Antimafia), era il sogno di Giovanni Falcone ed è nata come organo investigativo speciale per affiancare i Magistrati impegnati nella lotta alla Mafia.

Come spiega un agente:

"Se si sono finalmente aperti gli occhi sugli intrecci tra mafia e politica nel Nord Italia, lo si deve alla nostra attività. L’operazione ‘Breakfast’, per esempio, che ha coinvolto alcuni elementi di spicco della Lega Nord. O la ‘Doma’, nella quale sono finiti colletti bianchi e politici nazionali, ‘vicini’ al clan dei Casalesi."

Per capire l'importanza della DIA, basta sapere che tra il 2009 e il primo semestre del 2011 ha sequestrato alle mafie, beni per 5,7 miliardi di euro e ne ha confiscati altri per 1,2 miliardi di euro, oltre ad aver giocato un ruolo fondamentale nelle inchieste sulla trattativa Stato-Mafia che sta svolgendo la Magistratura di Palermo.

"Ma forse è proprio per questo che siamo diventati scomodi”, aggiunge lo stesso agente, profondamente amareggiato perchè oggi qualcuno, la DIA sta cercando di smantellarla.

I tagli che lo Stato Italiano ha deciso di attuare nei confronti di questo ente infatti sono IMPRESSIONANTI. Dal 2001 ad oggi si è passati da 28 milioni di euro ad appena 9 milioni.

MENO DI UN TERZO.

Eppure questi uomini e queste donne, in silenzio, continuano il loro difficile lavoro.

E' di oggi la notizia che la DIA di Trapani ha colpito il "cerchio magico" di Matteo Messina Denaro, sequestrando beni, aziende e auto di lusso al cognato dell'ultimo "capo dei capi" di Cosa Nostra.

Insomma, sottopagati ed ostacolati anche (forse soprattutto) dalle istituzioni italiane, gli agenti della DIA continuano a mettere a rischio la propria vita perchè amano la loro terra. Mentre lo Stato carogna smantella l'antimafia voluta da Falcone e Borsellino, sostituendola con la solita retorica italiota che puzza di marcio.

Noi non abbiamo dubbi, noi stiamo con la DIA e con la Catturandi di Palermo. Noi stiamo con l' Antimafia dei fatti, non con la vuota retorica di Stato!

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