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TRIESTE, 7 NOVEMBRE 1953

Pubblicato su da Ugo Pennati

TRIESTE, 7 NOVEMBRE 1953

“Il 6 novembre gli scontri continuano in diverse parti della città. La Polizia Civile spara a più riprese: cadono il fiumano Nardino Manzi, Erminio Bassa, Saverio Montano e Francesco Paglia, che era il capo degli studenti universitari. Oltre al dolore per la scomparsa di un amico, che chiamavo familiarmente Checco, alla sua morte mi trovo disorientato perché devo assumere da solo, a 19 anni, l’intera responsabilità di una situazione esplosiva. Qualche anno dopo, assumerò, in suo ricordo,quale principe della goliardia triestina, il motto che egli aveva adottato: “Per lo studio poco, per le donne molto, per la Patria tutto”…..
Ai funerali delle vittime, il giorno dopo, una Trieste solenne, dolente, ma forte e responsabile, accompagna i suoi figli fino all’ultima dimora. Una folla imponente e composta che ha impressionato il mondo intero, come ebbero a dirmi più tardi alcuni “inviati speciali” della stampa italiana ed estera. Sui rapporti tra i triestini e i soldati inglesi e americani, che non erano stati mai idilliaci….cala improvvisamente un gelo siberiano…..La parola d’ordine che lanciamo, ancora una volta attraverso gli studenti, non lascia dubbi sulla volontà di chiudere l’equivoca pagina del mai nato Territorio Libero di Trieste: “Se entro un anno l’Italia non ritorna a Trieste, il 4 novembre del ’54 sarà ricordato come il giorno della rivolta della Trieste italiana contro gli alleati anglo-americani”
(la testimonianza di Renzo De Vidovich, all’epoca Segretario generale della Giunta d’Intesa Studentesca, e poi Parlamentare del MSI, in “L’insurrezione di Trieste, 50 anni dopo”, Trieste 2008)

di Giacinto R.....

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