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Per non dimenticare.

Pubblicato su da Ugo Pennati

Per non dimenticare.

51 anni fa l'ECCIDIO di KINDU.

Sabato 11 novembre 1961: due velivoli da trasporto dell’Aeronautica Militare, due “Vagoni volanti” C-119 della 46^ Aerobrigata di Pisa assegnati al contingente delle Nazioni Unite in Congo atterrano all’aeroporto di Kindu, non lontano dal confine con il Katanga, la regione dalla quale è dilagata la sanguinosa guerra civile che minaccia la giovane repubblica africana, proclamata il 30 giugno 1960. I due aerei portano rifornimenti alla guarnigione di “caschi blu” malesi di stanza all’aeroporto di Kindu.

Mentre disarmati si stanno rifocillando alla mensa militare, gli equipaggi dei due velivoli (12 uomini più un ufficiale medico) vengono aggrediti da una numerosa banda (2000 uomini) di militari congolesi ribelli seguaci di Patrice Lumumba fatto uccidere un mese prima da Moise Ciombè.

Nel corso dell’assalto alla mensa (che si compie senza che i caschi blu malesi intervengano in protezione degli italiani), il tenente medico viene ucciso; gli altri dodici vengono caricati su due camion insieme con il cadavere dell’ufficiale e portati a Kindu. Qui, alle prime ombre della sera, gli italiani vengono uccisi a colpi di mitra e i loro corpi consegnati alla folla che ne fa orrendo scempio a colpi d i machete mettendoli in vendita al mercato di Leopoldville dove vengono fortunatamente recuperati da un missionario cattolico.

E’ il giornale radio delle 13.00 del 16 novembre a informare l’Italia su quanto avvenuto in Congo. La sinistra italiana per giudicare l'azione ignobile di quegli individui minimizza l'accaduto spargendo la voce che in realtà non si trattava di una missione umanitaria e che comunque i katanghesi erano stati tratti in errore dalle voci che circolavano insistenti su un eventuale arrivo nella zona di paracadutisti mercenari al servizio di Moise Ciombè.

Ancora più vergognoso, comunque, è il fatto che solo nel 1994 è stata riconosciuta alla memoria dei tredici miliatri la Medaglia d'Oro al Valore Militare. Ecco i nomi dei tredici Soldati vittime dell’Eccidio di Kindu.

Onorio De Luca, 25 anni, di Treppo Grande (UD) - sottotenente pilota;

Filippo Di Giovanni, 42 anni, di Palermo - maresciallo motorista;

Armando Fausto Fabi, 30 anni, di Giuliano di Roma (FR) - sergente maggiore elettromeccanico di bordo;

Giulio Garbati, 22 anni, di Roma - sottotenente pilota;

Giorgio Gonelli, 31 anni, di Ferrara - capitano pilota e vicecomandante;

Antonio Mamone, 28 anni, di Isola Capo Rizzuto (CZ) - sergente marconista;

Martano Marcacci, 27 anni, di Collesalvetti (LI) - sergente elettromeccanico di bordo;

Nazzareno Quadrumani, 42 anni, di Montefalco (PG) - motorista;

Francesco Paga, 31 anni, di Pietralcina (BN) - sergente marconista;

Amedeo Parmeggiani, 43 anni, di Bologna - maggiore pilota e comandante dei due equipaggi;

Silvestro Possenti, 40 anni, di Fabriano (AN) - sergente maggiore montatore;

Francesco Paolo Remotti, 29 anni, di Roma - tenente medico;

Nicola Stigliani, 30 anni, di Potenza - sergente maggiore montatore.

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