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CACCIA, LA CASSAZIONE HA DECISO: RICHIAMI VIVI? E' MALTRATTAMENTO

Pubblicato su da Grunf

ESULTA L'ENPA: "VIA UN METODO BARBARO E ARCAICO"

Una sentenza che finalmente mette fine alla prassi di usare richiami vivi per la caccia. Così l'Enpa a proposito del pronunciamento con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che "detenere gli uccelli in gabbie anguste piene di escrementi, essendo l'inadeguata dimensione delle gabbie attestata dal fatto che gli uccelli hanno le ali sanguinanti, avendole certamente sbattute contro la gabbia in vani tentativi di volo, integra il reato di cui al'articolo 727 comma 2 del Codice Penale poiché, alla luce del notorio, nulla più dell'assoluta impossibilità del volo è incompatibile con la natura degli uccelli".

I richiami vivi, spiega la Protezione animali, rappresentano un aspetto particolarmente cruento e contestato della caccia. Si tratta, infatti, di animali allevati o catturati - con autorizzazioni regionali o provinciali - e imprigionati in gabbie piccolissime. Costretti a vivere in luoghi bui come le cantine per ingannare il loro orologio biologico, vengono esposti alla luce del sole soltanto durante la stagione venatoria. In questo modo gli uccelli, confondendo l'autunno con la primavera, sono spinti a cinguettare per richiamare i loro simili e, quindi, a fare da esca per altre prede innocenti. Un barbaro ed arcaico sfruttamento degli animali - insiste l'associazione animalista - che, anche in virtù delle normative vigenti, non ha proprio più senso di esistere.

"Se la Corte di Cassazione ha stabilito che 'nulla più dell'assoluta impossibilità del volo è incompatibile con la natura degli uccelli' - si legge in una nota - significa che essi non possono e non devono essere detenuti all'interno di gabbie anguste, anche durante lo "svolgimento" della caccia. Per questo, abbiamo mobilitato le nostre guardie zoofile per una serie di controlli sul territorio. Invitiamo i cittadini a segnalarci chi dovesse detenere uccelli all'interno di gabbie tanto piccole da non consentire loro neanche di aprire le ali. Con questo pronunciamento la Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sulla pratica dei richiami vivi - conclude l'Enpa-: auspichiamo che il nuovo Governo dia seguito alla sentenza della Suprema Corte, eliminando questa usanza barbara, incivile ed ora illegale".

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