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Quadricicli elettrici: alto il rischio di incappare in scatole cinesi

Pubblicato su da Grunf

Sempre più imprenditori italiani stanno diventando importatori di quadricicli elettrici dalla Cina. Il problema è che questi veicoli sono meno sicuri di quelli realizzati in Europa e in Usa. Così si rischia di rovinare l'immagine della mobilità elettrica in nome della quantità e a scapito della qualità.

Noi Europei e in particolare noi Italiani siamo viziati d'auto. Viziati perché all'industria automobilistica piace coccolarci con gadget che rendono sempre più appetibili le auto, sempre più belle e accessoriate, quasi come fossero salotti su quattro ruote.

E sono salotti sempre più sicuri grazie a tutti i nuovi optional: come abs, ebd, controllo della trazione, cellule di sicurezza, airbag avvolgenti, reti di assistenza.

Nel tempo, abbiamo raggiunto livelli di sicurezza, comfort, allestimenti e cura dei particolari invidiabili sulle auto normali: perché non dovremmo volerlo anche per i veicoli elettrici?

Oggi il mercato pionieristico delle auto elettriche non ha ancora preso il volo, anche se è sulla pista di rollaggio da molto tempo, troppo.

Un fenomeno sempre più preoccupante in Italia è quello di vedere imprenditori che diventano importatori di veicoli cinesi low cost e che, in un secondo momento, li rivendono rivestendo la carrozzeria, senza segnalare la provenienza. Eppure, sempre quadricicli cinesi di medio/bassa qualità restano.

Sia chiaro, nessuno vuole aprire una diatriba sulla produzione di auto elettriche da parte della Cina. Ma il Bel Paese è la terra dei motori, passionale e corsaiola, culla di stile e design, di cura dei particolari del veicolo: perché, dunque, ci dovremmo accontentare e fare un passo indietro in nome della quantità, accontentandoci di citycar elettriche spartane e poco sicure?

Queste piccole elettriche pullulano negli appuntamenti in piazza, nelle vetrine di eventi e giornate dedicate al "green" e alla "mobilità sostenibile", ma non fanno altro che rafforzare l'idea di auto giocattolo, riservate ai sedicenni o a chi non porta la patente nel portafogli.

Sono spacciati per veicoli per il traffico urbano, dimenticando forse che in città accadono gli incidenti più gravi, e che le auto dovrebbero proteggerci.

Quindi non facciamo gli importatori, torniamo a essere imprenditori dell'auto elettrica, uniamo le forze per realizzare prodotti italiani di qualità: facciamo impresa tra imprese e cerchiamo di essere meno campanilisti, il mercato deve ancora partire, c'è ancora molto tempo prima di farsi concorrenza a suon di scatole cinesi!

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