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cronaca

Nuovo colpo di finti ispettori Enel ad Arona

Pubblicato su da Grunf

Finti ispettori dell’Enel hanno colpito ancora. L’altro ieri due persone, un uomo e una donna attorno ai 45 anni, dall’aspetto molto elegante, si sono presentati alla porta di una pensionata di 66 anni che risiede in una villetta di viale Baracca ad Arona. Hanno evidenziato che ci sarebbero state incongruenze sulle ultime bollette. <Forse lei ha pagato più del dovuto> le hanno detto. La signora non ha esitato ad aprire e farli entrare. Mentre la finta ispettrice controllava le bollette e intratteneva la pensionata, l’uomo ha chiesto di andare in bagno, poi si è allontanato con la scusa di controllare i numeri del contatore. Al termine hanno assicurato la pensionata che tutto era a posto e se ne sono andati. Solo quando la signora si è recata nella camera da letto ha notato un cassetto aperto dal quale erano spariti 400 euro in banconote. Non le è restato che recarsi alla vicina caserma dei carabinieri per presentare la denuncia. 

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Danneggiamento a Milano: arrestato 23enne di Baceno

Pubblicato su da Grunf

Una serata alcolica culminata con un arresto. E così un gruppo di studenti, composti in larga parte da ossolani, ha finito la serata in questura a Milano. E’ successo la scorsa notte: 13 studenti di età compresa tra i 20 ed i 23 anni, di cui otto residenti in Ossola, sono stati protagonisti di alcuni danneggiamenti in via Sangallo a Milano, all’angolo con via Briosi. In tarda serata è giunta una telefonata al 113, in cui la richiedente segnalava la presenza del gruppo nei pressi di una postazione taxi, da dove i giovani hanno strappato la colonnina del telefono gettandola in mezzo alla strada. A quel punto gli studenti si sono allontanati in via Moretto da Brescia, per essere raggiunti dalla volante della questura in via Gorini. I ragazzi sono stati sottoposti a controllo, per gli agenti è stato facile comprendere che il gruppo fosse sotto l’effetto dall’alcool, pertanto, una volta appurato il danno procurato in via Sangallo, sono stati accompagnati presso gli uffici della questura. Qui un giovane di Baceno di 23 anni G.S si è addossato l’intera responsabilità dell’accaduto per questo è stato arrestato, ora si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per gli altri è scattata la denuncia a piede libero per danneggiamento aggravato in concorso nonché la sanzione per lo stato di ubriachezza.

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Finanza sequestra 12mila rasoi in supermercato dell'assisano

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Sono circa 12.000 gli articoli, tra rasoi e lamette sia per uomo che per donna, sequestrati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Assisi nell’ambito dell’attività di contrasto alla vendita di prodotti non conformi alla normativa in materia di sicurezza dei prodotti.
 
Tali oggetti erano esposti alla libera vendita in difformità alle norme vigenti in materia di sicurezza generale dei prodotti in un noto punto vendita di un esercizio commerciale operante nel circondario assisiano.
In particolare tutti gli oggetti erano sprovvisti delle elementari informazioni merceologiche a tutela del consumatore finale, tra cui in primis la totale mancanza delle indicazioni in lingua italiana previsti dall’art. 9 del suddetto Decreto Legislativo.
 
Oltre al sequestro amministrativo di tutta la merce, è stata elevata una sanzione amministrativa che va da 516 Euro a 25.823 euro.
 
La legislazione italiana a tutela dei consumatori stabilisce che i prodotti destinati al consumo devono avere etichette che consentono in maniera chiara e precisa la individuazione dei prodotti e la composizione degli stessi al fine di tutelare il consumatore da eventuali frodi o danni alla salute. 

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post rimosso

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VERRONE (BI): SOTTO SEQUESTRO CIBO E SHAMPOO PER CANI SCADUTO

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IL BLITZ DOPO LA DENUNCIA DI "STRISCIA". DENUNCIATO L'AD

Dieci tonnellate circa di alimenti zootecnici e 60 litri di shampoo per cani scaduto sono stati messi sotto sequestro dai carabinieri di Biella. I Nas sono intervenuti a Verrone in un'azienda di produzione e vendita di alimenti e prodotti per animali dopo la richiesta di aiuto di una troupe televisiva di ''Striscia la notizia'' che, nel tentativo di entrare all'interno dell'azienda, era stata aggredita. L'amministratore delegato, 64 anni, è stato denunciato.

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L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)

Pubblicato su da Grunf

L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)
L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)
L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)
L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)

Ventitré anni, un lavoro sicuro e una sincera passione per l’esercito americano. La storia diRebecca Blumer, sottufficiale delle Marina americana comincia nel 2010 a Fort Gordon,una base militare da 15.000 unità ad Augusta, in Georgia. Una sera di tre anni fa, Rebecca decide di uscire insieme a tre colleghi, tre amici conosciuti alla base. Si risveglierà in una cella della prigione della Contea di Richmond, dopo essere stata fermata dalla polizia mentre guidava in stato confusionale a fari spenti. La ragazza era stata drogata, picchiata e ripetutamente violentata dai suoi tre colleghi dell’esercito. Oltre alle ferite fisiche e morali, la ragazza si è ritrovata con la carriera distrutta.

“CONTATTI SESSUALI NON RICHIESTI” - Rebecca, purtroppo, non è la sola. La sua storia, da cui prende spunto una corposa inchiesta su Rolling Stone, la accomuna alle tante altre vittime di “contatti sessuali non richiesti” fin troppo comuni negli ambienti dell’esercito degli Stati Uniti. Lo scorso anno le forze armate a stelle e strisce hanno dovuto affrontare il più grande “scandalo degli stupri” della loro storia: 32 istruttori della Lackland Air Force Base di San Antonio (Texas) sono stati accusati aver infierito su 59 reclute, mentre a Fort Bragg, in North Carolina, il generale di brigata Jeffrey Sinclair è stato accusato di reati a sfondo sessuale, inclusa la sodomia, e di “cattiva condotta” ai danni di cinque donne della base. Lo scorso dicembre il Dipartimento della Difesa ha rivelato che il 12% delle donne che fanno parte dell’esercito ha dovuto sopportare molestie sessuali di vario tipo, dagli insulti a sfondo sessista alla violenza vera e propria. Come nel caso di Rebecca.

CULTURA DELLO STUPRO - Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, Rebecca è tornata alla sua base. “Tutti ridevano di lei – ricorda un collega – La gente diceva che era stata una stupida cagna, che aveva fatto una sciocchezza e che stava cercando un modo per cavarsela”. La sua carriera, fino a quel momento piena di prospettive, è andata distrutta insieme ai suoi sogni. Nonostante l’esercito americano si sia aperto alle donne da parecchio tempo, le differenze di genere – donne deboli, uomini “forti” nell’accezione peggiore del termine – vengono ancora instillati nella mente delle giovani reclute. La pornografia è ovunque e le donne che scelgono di arruolarsi devono affrontare non solo le difficoltà dell’addestramento, ma anche le continue “attenzioni non richieste” dei colleghi. Una “cultura dello stupro” nella quale la donna è sempre vista come colei che provoca, che si veste in modo sexy, insomma, che “se la va a cercare”. La rigida gerarchia militare, poi, non aiuta: ad aggredire queste donne sono spesso uomini di grado superiore. L’età media delle donne arruolate si aggira intorno ai 25 anni e la sensazione di essere delle eterne sottoposte le porta a non reagire, a non ribellarsi, a non dire di no a un superiore.

LEGGI ANCHE: Valentina Salamone e le altre: quando l’amore uccide

“LA RAGAZZA CHE SI È INVENTATA LO STUPRO” - Cosa ne è stato del sottufficiale Blumer? Otto mesi dopo l’aggressione, Rebecca ha sviluppato una grave forma di depressione, ha paura di uscire di casa perché teme che tutti possano additarla come “la ragazza che si è inventata lo stupro” ed è diventata aggressiva con tutti. Il suo sogno era quello di essere trasferita alla base di Napoli, in Italia, ma ha fallito tutti i test. “Avevano già deciso tutto – ha detto Rebecca – Per loro ero un problema e hanno deciso di sbarazzarsene. Prima amavo tutto ciò che riguardava la Marina. Ora la odio”.

UN’EPIDEMIA - “Per fare in modo che le cose cambino, bisogna operare un cambiamento dall’alto. Gli atteggiamenti dei militari non partono mai dal basso, ma da chi è incaricato di formare una leadership – a parlare è il Maggiore Gary Patton, che definisce la cultura dello stupro un’epidemia che sta colpendo l’esercito degli Stati Uniti – Oggi ogni aggressione a sfondo sessuale viene vista non solo come un crimine, ma anche come un atto che mira la stabilità e la coesione di un gruppo. Si fa leva sullo spirito del corpo, e lo si affronta con i valoro militari che ci sono stati insegnati”.

(Photocredit: Getty Images e Rebecca Blumer)

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Perugia, imprenditore uccide due impiegate Regione e si suicida: spari e terrore al Broletto

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"L'assassino" è salito negli uffici del settore Istruzione, ha gridato: «Mi avete rovinato la vita» e ha fatto fuoco

Un imprenditore di 43 anni, Andrea Zampi, è entrato negli uffici della Regione, al Broletto, nelle stanze vicine a quelle della vicepresidente Carla Casciari, e ha sparato uccidendo due donne (M.P. di Umbertide e D.C di Todi). La prima vittima sarebbe stata freddata a un metro di distanza, dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che fosse seduta alla sua scrivania. La seconda vittima, invece, sarebbe stata colpita nel corridoio.
Zampi è entrato nell'edificio della Regione poco dopo le 12, al civico 61. L'uomo è salito al quarto piano, al settore Istruzione ed ha gridato: «Mi avete rovinato la vita».
Prima ha prima sparato alcuni colpi di pistola in aria. Poi, tra il panico dei presenti, è entrato in uno degli uffici, e dopo aver colpito le due donne è entrato in un'altra stanza, qui ha puntato la pistola contro se stesso ed ha premuto il grilletto. È morto all'ista
nte.
L'uomo aveva protestato più volte, nelle scorse settimane, forse anche in quegli uffici, per il sistema di accreditamento legato alle agenzie di formazione.
Per settimane si era presentato anche col padre, negli uffici della Provincia, protestando anche lì. Secondo quanto trapela da indiscrezioni, all'uomo sarebbe stato bloccato un finanziamento di circa 100mila euro.
Prima del raptus di follia, ad alcuni dipendenti aveva detto: «A voi non sparo». Poi è andato dritto nell'ufficio della vittima.
Attimi di terrore. «Ho sentito sentito gli spari e ci siamo chiusi a chiave negli uffici», racconta un dipendente della Regione.
«Ho sentito 3 o 4 spari - racconta Alessio, neolaureato, che era negli uffici della Regione per un assegno di ricerca - carabinieri e polizia ci hanno detto di restare dentro le stanze, e ci hanno fatto stendere a terra».
«Una tragedia terribile, che dà il polso del clima del Paese in questo momento - ha detto il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali - uscendo dagli uffici del Broletto - un fatto del genere deve far riflettere tutti». A Perugia è stato dichiarato il lutto cittadino.

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Filmava il sedere della cassiere. Fermato al supermercato

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MARGHERA. Sorpreso con la telecamera a riprendere il fondoschiena della cassiera che, ignara, gli stava davanti. L’uomo è stato fermato nei giorni scorsi al centro commerciale Panorama di Marghera. L’episodio è successo verso le 19.

Alcuni addetti del supermercato e una guardia giurata si trovavano nell’area delle casse automatiche, per sistemare una cassa che sembrava aver avuto un piccolo guasto quando il vigilante della sicurezza privata, della società di controllo Pss, si è accorto di un uomo sui trentacinque anni che li stava fissando con insistenza da alcuni minuti. Insospettito da quell’atteggiamento, la guardia privata lo ha controllato con maggiore attenzione, e si è accorto che l’uomo nascondeva nella mano una piccola telecamera, accesa, con la quale stava facendo delle riprese.

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CERVARA DI ROMA, I CARABINIERI SCOPRONO UN CANILE ABUSIVO

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TREDICI PASTORI DEL CAUCASO, DUE CUCCIOLI MUTILATI

Scoperto un canile abusivo a Cervara (Roma) nella frazione di Fonte Martino. Sono intervenuti i carabinieri di Subiaco su segnalazione dei residenti. I militari, scrive il "Tempo" nell'edizione odierna, hanno trovato su un terreno non lontano dal centro abitato 13 cani della razza "pastori del Caucaso" dei quali 2 cuccioli. A questi ultimi il custode, uno straniero denunciato per maltrattamento di animali, aveva tagliato le orecchie. Ad uno anche la coda. Quando i Carabinieri sono intervenuti, hanno notato le ferite dei cuccioli non ancora cicatrizzate, frutto di interventi chirurgici eseguiti con metodi illegali.
Tutti i cani sono stati affidati al servizio veterinario della Asl Rm/G e trasportati presso il canile La Casa di Tobia di Palestrina (Rm), dove ora finalmente possono godere delle amorevoli cure dei veterinari e di un trattamento adeguato.

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Diciannovenne impiccata ad Adrano arrestato l'ex fidanzato dopo tre anni

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Il papà di Valentina lo aveva sempre sostenuto. Sua figlia, una bella ragazza di 19 anni, trovata impiccata in una villetta alla periferia di Adrano nel luglio 2010, non si è suicidata ma è stata uccisa. La svolta nelle indagini sulla morte di Valentina Salamone, indagini subto archiviate come suicidio e riaperte solo qualche mese fa su richiesta della famiglia, è arrivata questa mattina con l'arresto di Nicola Mancuso, l'ex fidanzato della ragazza.

A fornire le prove delle responsabilità potrebbero essere state le tracce di sangue rilevate dal Ris nella villetta a più di due anni e mezzo di distanza. Tracce di sangue rilevate nella casa ma anche sulle scarpe della ragazza. Nell'immediatezza dei fatti nessuno aveva fatto dei rilievi in casa e la morte di Valentina era stata subito liquidata come suicidio.

La famiglia Salamone ha sempre sostenuto che in molti, anche le amiche di Valentina, hanno mentito su quello che accadde quella sera nella villetta di Adrano, nella disponibilità di due pregiudicati, dove si era tenuta una festa alla quale avevano partecipato otto persone, tra alcol e droga.

Valentina e Nicola avevano una relazione: Nicola, sposato, avrebbe manifestato l'intenzione di liberarsi di lei. "Questa sta esagerando, mi rovina, la dobbiamo sistemare", avrebbe detto. Qualcuno avrebbe raccontato che Valentina, forse per fare pressione su di lui, gli avrebbe detto di essere incinta. Ora la svolta nelle indagini e la conferma dei sospetti della famiglia, Valentina fu uccisa e il suo suicidio fu simulato.

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