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scuola

I soliti bulletti codardi

Pubblicato su da Grunf

In realtà i cosi detti bulli, sono solo dei pietosi codardi, perché agiscono sempre in gruppo ( Presi singolarmente si dimostrano le m...e che sono ) contro il singolo oppure ( ahimè le nuove tecnologie ) dietro uno schermo di un computer e quest'ultimo è il tipo di bullismo più pericoloso.

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Pavia, scandalo del campus: sequestrati 360 appartamenti

Pubblicato su da Grunf

I carabinieri e la polizia, hanno sequestrato un'area del Polo tecnologico dell'università di Pavia denominata Green Campus. Una vasta zona in edificazione, di circa 32.000 metri quadrati, alla periferia ovest della città. Lo scorso febbraio a Punta Est erano stati sequestrati 9.000 metri quadrati relativamente a un'altra indagine per un reato analogo che aveva portato all'arresto diAngelo Bugatti, noto architetto milanese e professore della facolta di Ingegneria dell'ateneo pavese.

In quella come in questa circostanza l'edificazione, che era stata permessa in deroga alla normativa urbanistica (che prevedeva il vincolo paesaggistico sui terreni) per uso esclusivamente dedicato a studenti e docenti, era stata trasformata in parte o in tutto in commerciale. In questo caso, grazie a complesse manovre societarie, erano stati venduti 70 appartamenti a ignari privati. Cinque i denunciati tra imprenditori immobiliari e professionisti, mentre nessuna contestazione è stata fatta, al momento, all'università o a personale dell'ateneo: sotto inchiesta il titolare della società Green Campus e altre quattro pers
one.

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La campagna anti-stupro alla scuola elementare

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La Reuters ci parla della campagna anti-stupro nelle scuole presentata dal presidente del Sudafrica Jacob Zuma il cui obiettivo è quello di raggiungere 10 milioni di alunni degli istituti del suo Paese.

OBIETTIVO RIDURRE LA VIOLENZA - L’obiettivo del Presidente è quello di limitare il più possibile la violenza in un Paese dove gli stupri tra le mura scolastiche hanno una percentuale preoccupante, tra le più alte del mondo. Nel Paese vengono violentati sia donne sia uomini e non parliamo solo di sesso. Ci sono anche il bullismo nelle classi ed i pestaggi nei cortili, al punto che ora molti giovani non sanno cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. “Cio’ che presentiamo oggi -ha spiegato Zuma- non è una campagna per la protezione delle donne ma è destinata a tutti”.

SISTEMA CORROTTO - Come noto, nel Paese il sistema giudiziario spesso non riesce a proteggere le vittime di abusi ed a condannare gli autori di tali violenze. E se un sospetto viene arrestato, solo nel 12 per cento dei casi il processo si conclude con una condanna. Questo mese un uomo libero su cauzione in quanto accusato di due stupri ha violentato una bimba di due anni. La cittadinanza si è però indignata a seguito dello stupro, della mutilazione e dell’omicidio di una 17enne vicino a Città del Capo spingendo l’opinione pubblica a chiedere pene severe per gli autori di tale violenza, tra cui la castrazione chimica.

VOGLIA DI GIUSTIZIA - L’arresto di Oscar Pistorius ha incentivato la protesta già spinta dalle manifestazioni in India. Lo scorso anno una diciassettenne di Soweto è stata stuprata da sette uomini che hanno registrato la scena con un cellulare per poi diffonderla sul web. Per questo sono ancora sotto processo. Parliamo di una serie di atti violentissimi ed efferati ai quali Zuma ha deciso di porre un freno. Da domani le scuole parleranno ai ragazzi ogni settimana dei rischi connessi allo stupro ed agli altri crimini di matrice sessuale spingendo le vittime a parlare e spaventando i potenziali aggressori.

AGIAMO FINCHE’ SONO GIOVANI - Secondo alcune stime in Sudafrica nel 2012 sono state registrate 65 mila violenze che hanno visto protagoniste, nella stragrande maggioranza dei casi, delle donne. Si tratta di un dato spaventoso, il più alto tra i paesi appartenenti all’Interpol. Tich Chikowore, a capo di LifeLine Southern Africa, associazione che si occupa di programmi extrascolastici, ha spiegato che “in generale gli studenti non sanno spiegare cosa sia la violenza sessuale. Per questo bisogna agire quando sono giovani, così da evitare che si perdano da adulti”.

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Tafferugli a Milano durante corteo studenti

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Un corteo di qualche centinaio di studenti è partito questa mattina da piazza Cairoli a Milano per raggiungere Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale. I ragazzi hanno protestato contro la vittoria di Roberto Maroni alle ultime elezioni regionali. Ci sono stati alcuni momenti di tensione con carabinieri e polizia quando gli studenti si sono avvicinati troppo al palazzo. C'è stato un respingimento e il lancio di qualche lacrimogeno, ma nessuno è rimasto ferito. Durante il tragitto verso il Pirellone, alcuni ragazzi hanno imbrattato l'esterno di un paio di filiali bancarie con le scritte 'Fuck austerity' e «Noi la crisi non la paghiamo».

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Seggi simbolici aperti in tutta Europa Così gli Erasmus votano lo stesso

Pubblicato su da Grunf

Erasmus di tutto il mondo, votate. Non si sono arresi gli oltre 25.000 studenti italiani residenti all’estero per motivi di studio che non avranno la possibilità di esprimere la propria preferenza nelle elezioni del 24 e 25 febbraio. Grazie a un incalzante tamtam sui social media è nata la campagna “Io voto lo stesso” (su Twitter #iovotolostesso). Capitanata da Annalisa Autiero e Antonella Frasca Caccia, studentesse Erasmus a Madrid, l’iniziativa ha raccolto migliaia di adesioni. Già da questa mattina in più di trenta città europee, schede elettorali facsimile alla mano, i giovani cittadini si sono dati appuntamento nelle università e nelle piazze, ben determinati a esercitare il loro diritto di voto. Dopo lo scrutinio, i risultati saranno pubblicati su Facebook.

Una votazione simbolica: la partita per gli studenti Erasmus si è chiusa definitivamente con il decreto del Presidente della Repubblica numero 226 del 22 dicembre scorso. Il punto 2 non lascia spazio ai dubbi: «I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate (cittadini impegnati in missioni internazionali, dipendenti statali e professori e ricercatori universitari in servizio) potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali».

«Con il voto simbolico nelle piazze europee protestiamo contro l’esclusione degli studenti Erasmus e speriamo di mandare un messaggio chiaro: non ci siamo arresi – spiega Marco Nobili della rete di studenti Link – Purtroppo non tutti hanno la possibilità di tornare e affrontare le spese del viaggio. L’unica soluzione è essere iscritti all’Aire, l’anagrafe italiani residenti all’estero, ma può aderire solo chi vive all’estero da più di 12 mesi. E la stragrande maggioranza dei progetti di studio va dai 3 ai 9 mesi». «Non si può far nulla nemmeno con i consolati – continua Luca Zecchini, studente di chimica in trasferta a Santiago di Compostela – Quel che più mi sorprende è che il progetto Erasmus esiste da più di 25 anni, con tanto di registri nelle università ospitanti. Forse qualche cosa in più si poteva fare».

Da Berlino a Parigi, passando per Amsterdam e Varsavia, tutti in piazza. E c’è anche chi per aiutare gli studenti ha creato una piattaforma ad hoc. Il meccanismo di “Adotta un voto Erasmus” è molto semplice e sta tutto nell’idea mettere in contatto giovani determinati a esprimere la propria preferenza e cittadini italiani che invece di andare a votare non ne vogliono proprio sapere. «Ho lasciato tutti i miei dati e dopo poco ho ricevuto una mail con il contatto di un volontario “votante” – spiega Dario Falco, studente di giurisprudenza a Huelva, in Spagna – Se mi fido? Non ho motivi per non farlo. Chi sceglie di partecipare a questa iniziativa spontaneamente perché dovrebbe poi tirarsi indietro?».

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Roma, oggi gli studenti tornano in piazza: corteo non autorizzato

Pubblicato su da Grunf

ROMA - Dopo un autunno caldissimo, scandito dalle dimostrazioni del 5 ottobre, 14 novembre e 6 dicembre, i liceali tornano oggi a manifestare contro le politiche di austerità. Non ci saranno gli universitari, in piena sessione di esami, né i docenti: la piattaforma è stata sottoscritta unicamente dagli studenti medi di 52 istituti romani. L’appuntamento è alle 9 e 30 a Piramide per un corteo non autorizzato il cui percorso, come d’abitudine, verrà concordato metro dopo metro con le forze dell’ordine.

«Questa volta non abbiamo grandi scopi, come palazzi o bersagli da colpire – confida Lucio, studente diciassettenne del Virgilio – Bloccheremo la città per far sentire la nostra voce, questo è quello che ci importa. Eviteremo attentamente lo scontro, l’ultima cosa che vogliamo è essere strumentalizzati in piena campagna elettorale da qualche politico perbenista che vuole farsi bello sulla nostra pelle».

Non ci saranno i consueti e scenografici scudi di libri, persi o distrutti durante i duri scontri del 14 novembre, ma alcuni studenti indosseranno dei caschi: «Nessun casco integrale, solo “scodelle” colorate a sottolineare il loro carattere difensivo». Non è nota la direzione che prenderà la manifestazione anche se, anticipano i giovani: «Non abbiamo nessuna intenzione di fare il solito tragittino da Piramide al ministero dell’Istruzione. La nostra idea sarebbe di dirigerci da viale Aventino verso il centro storico e riprenderci una piazza, ad esempio piazza Venezia o piazza Bocca della Verità, dipende dalle dimensioni del corteo».

Quanto alle motivazioni, queste toccheranno gli stessi temi aperti nell’autunno scorso: «Vogliamo fare sentire la nostra voce in questa campagna elettorale, che parla di tutto meno che dei problemi delle nostre scuole – così Annalisa, del Mamiani – Ma attenzione, non vogliamo chiedere nulla a questo o quel partito perché non ci sentiamo rappresentati da nessuno. Tutti hanno risposto alla crisi con lo smantellamento del welfare appoggiando le politiche di austerity del governo Monti». Nessun cambiamento verrà dalle urne, questa è la loro convinzione: «L’alternativa sta nella lotta – spiegano – non nei seggi elettorali».

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Berlino, ministra Istruzione rischia il posto Accusata di aver copiato la tesi di dottorato

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Modena 2000 Quad: a Palagano apre la scuola nazionale

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Il futuro ? con una laurea sarà migliore....

Pubblicato su da Ugo Pennati

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