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Quando vedemmo quella donna decapitata al supermercato

Pubblicato su da Grunf

Il Guardian ci presenta il racconto di una coppia britannica la quale ha assistito in un supermercato di Tenerife alla decapitazione di una donna da parte di un uomo il quale prima l’ha accoltellata e poi l’ha mutilata.

UNA MORTE ASSURDA - Kenneth e Susan Bennison hanno testimoniato al processo contro Deyan Deyanov, un senzatetto di origine bulgara con problemi mentali accusato di aver ucciso così una donna inglese in un resort di Los Cristianos. Jennifer Mills-Westley, 60enne pensionata originaria di Norwich è stata accoltellata e decapitata in un negozio nei pressi del mare lo scorso 13 maggio 2011. La coppia, ancora scioccata per l’accaduto, ha raccontato l’aggressione tra le lacrime in videoconferenza da casa loro a Warrington.

ERA CALMO - La donna ha spiegato di aver sentito un rumore molto strano. Si è girata sulla destra ed ha visto il senzatetto accoltellare ripetutamente la donna dopo averla superata nell’atrio del supermercato. Incalzata dall’avvocato dell’accusato, la donna ha confermato di essere in grado di riconoscere l’omicida in quanto appariva “sporco e quasi non umano”. Il marito ha aggiunto che non c’è stata alcuna discussione tra vittima e carnefice. L’uomo anzi appariva calmo al momento dell’aggressione.

SCAPPATI VIA - L’uomo ha poi concluso dicendo di aver spinto via la moglie quando il barbone ha cominciato ad infilzare il collo della vittima aggiungendo su esplicita richiesta del procuratore: “volevo aiutarla ma quando ho visto che ha tolto il coltello dal collo ho capito che non si poteva più fare niente”. Il tribunale ha raccolto anche la voce degli agenti accorsi nel supermercato. Uno ha detto di aver visto “una testa o qualcosa di simile” mentre un altro ha parlato di un uomo completamente coperto di sangue.

UCCIDETELO - “Quando l’abbiamo caricato nella vettura -ha continuato un agente- le persone hanno inziato a gridare invitandoci ad ucciderlo o impiccarlo. Le persone poi continuavano a gridare che c’era una testa, che qualcuno aveva nascosto con una coperta. Dalla testa partiva una scia di sangue che ha portato al resto del corpo”. Yiping Chen, impiegato nel negozio dov’è stata uccisa la donna, ha spiegato che l’uomo ha ammesso di aver tagliato la testa “di una donna pazza”.

SENTO LE VOCI - Le indagini hanno appurato che Deyanov è stato fermato due volte dagli agenti nei giorni precedenti l’attacco. Uno ha confermato di averlo bloccato 10 giorni prima dell’omicidio perché lanciava bottiglie contro il centro commerciale mentre un altro agente ha spiegato che Deyanov aveva avuto da dire con un uomo la settimana antecedente l’omicidio. Deyanov, 29 anni, ha detto di aver agito a causa delle voci che sente in testa e che l’hanno convinto che lui è un nuovo angelo di Gesù Cristo che creerà una nuova Gerusalemme. Una visita ha confermato che l’uomo soffre di schizofrenia paranoide aggravata dall’uso di crack, cocaina ed Lsd. Rischia una condanna a 20 anni da scontare in un ospedale psichiatrico.

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ROMANIA, APPELLO DELL'OIPA CONTRO LA STRAGE DEI RANDAGI A BRASOV

Pubblicato su da Grunf

IN OCCASIONE DEI GIOCHI OLIMPICI GIOVANILI

Nella regione di Brasov, in Romania, le autorità locali non gradiscono i cani nelle strade. Infatti, negli ultimi anni, 30.000 cani sono stati uccisi in quest'area, utilizzando come pretesto il pericolo per la popolazione, la rabbia, le lamentele dei cittadini e così via. L'Oipa continuerà a fare pressione sulle autorità locali romene, chiedendo loro di mettere in atto misure civili e rispettose per controllare la popolazione randagia, lanciando campagne di sterilizzazione, costruendo canili no-kill e promuovendo le adozioni. Per inviare una mail di protesta http://www.oipa.org/italia/2013/appelli/brasov_petizione.html.

La città di Brasov ospita in questi giorni i Giochi Olimpici Giovanili Europei e si concluderanno il 22 febbraio. Ancora una volta gli animali vengono maltrattati ed uccisi per mostrare a turisti, atleti, mass media e personaggi famosi che le città rumene sono "pulite e sicure".

In realtà, i cani vengono brutalmente catturati dalle strade e rinchiusi all'interno dei canili. Nella regione ci sono due canili principali, a Brasov Stupin e a Rasnov. Il primo è tristemente noto per essere una cosiddetta "killing station" sin dal 2003. Qui, centinaia di cani si trovano in condizioni igieniche pessime che spesso ne causano la morte. Cani di sesso e taglia diversi si trovano a condividere spazi ristretti, senza alimentazione regolare, cure mediche né registrazione.

Il direttore dei cacciatori di cani, Flavius Barbulescu, già denunciato per crudeltà verso gli animali, ha siglato accordi con alcuni comuni limitrofi a Brasov, che non possiedono un canile proprio, per accalappiare e uccidere i randagi. Sembrerebbe che questi accordi portino un introito considerevole alle casse della città di Brasov e ovviamente sono sempre gli animali a pagare il prezzo più alto. La maggior parte dei cani viene portata al canile Stupin, ma ciò che avviene in seguito non è noto.

Il numero di cani catturati, inoltre, è manipolato per ottenere vantaggi economici. I documenti per la Protan, la compagnia che si occupa dello smaltimento delle carcasse, sono redatti dagli stessi dog catchers che quindi fanno un conteggio approssimativo del peso dei corpi, cercando di farlo combaciare con il numero di cani che sostengono di aver catturato. In realtà però, catturano la metà di quel numero. L'obiettivo dei cacciatori è che i randagi rimangano nelle strade, soprattutto quelli considerati "aggressivi", in modo da continuare ad assicurarsi il lavoro per "risolvere" il problema.

La maggiore manipolazione però proviene dai mass media. Infatti, molte emittenti televisive sottolineano la pericolosità dei randagi mostrando dubbi episodi di persone attaccate da cani.

Il 5 febbraio 2013 l'associazione animalista tedesca Bund gegen Missbrauch der Tiere e.V. (BMT), che ha condotto campagne di sterilizzazione nell'area di Brasov, ha organizzato una protesta dinanzi all'ambasciata rumena a Berlino per chiedere lo stop delle violenza sui cani randagi.

I rappresentanti dell'ONG National Federation for Animal Protection (FNPA) stanno facendo pressione sulle autorità locali, recandosi presso la Direzione Veterinaria e facendo reclami per le pessime condizioni in cui si trovano i cani nei canili e i terribili trattamenti riservati ai cani. Con un accordo, la Polizia ha assicurato che ispezionerà periodicamente il canile di Brasov e ne controllerà le attività.

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Giappone, tre persone impiccate questa mattina

Pubblicato su da Grunf

Sono state impiccate oggi 3 persone accusate di omicidio. Lo ha riferito il ministro dell giustizia giapponese Sadakazu Tanigaki.

Secobd le fonti governative le esecuzioni sono avvenute alle prime ore del mattino in tre diverse località. Tutti e tre i condannati sono stati condannati per omicidio. uno di loro aveva abusato sessaulemtne ed ucciso una bimba di 7 anni. inviando poi la foto alla madre.

“Ho ordinato le esecuzioni dopo averle esaminate attentamente”, ha detto ai giornalisti Tanigaki. “Si trattava di casi estremamente crudeli in cui è stata tolta la vita alle vittime per ragioni personali”.

Amnesty International Japan ha condannato le esecuzioni. “Il governo giapponese non può essere esonerato dal rispettare gli standard internazionali sui diritti umani”, si legge in una nota. I sondaggi danno i Giapponesi favorevoli alla pena di morte per l’80%.

“Dovrò fare ciò che deve essere fatto secondo la legge”, ha detto ai giornalisti il ministro, aggiungendo che le impiccagioni resteranno segrete. Infatti i condannati vengono a conoscenza della loro esecuzione slo il giorno stesso e viene atoa loro la facoltà di scegliere l’ultimo pasto. I famigliari vegnon avvisati solo quando l’esecuzione è avvenuta.

“Anche i condannati a morte hanno garanzie di privacy e dobbiamo prendere in considerazione i sentimenti dei loro parenti”, ha detto Tanigaki. “Io non credo che sia necessariamente una buona idea di rilasciare ulteriori informazioni.”

Alla fine dello scorso anno il Giappone aveva 133 detenuti nel braccio della morte, il numero più alto dall’inizio delle rilevazioni dal 1949.

Il governo precedente aveva eseguito 9 esecuzioni in 3 mesi.le pressioni internazionali sul Giappone sono molteplice: non ultima quella delle Nazioni Unite che con una risoluzione chiede maggiore trasparenza sulle esecuzioni. Gli attivisti invece hanno recentemente invitato il Governo a avviare una discussione che possa condurre all’abolizione della pena di morte.

Amnesty International, invece, critica le condizioni disumane in cui sarebbero tenuti i prigionieri: il trattamento viene definito “crudele, inumano e degradante”.

Quanto la menano ste associazioni per i "diritti umani"...
è il diritto della bambina di vivere ?
è il diritto dei genitori di poter crescere la propria figlia?
Io se fossi il papà o un parente della bambina (l'unica vittima della storia) vorrei uccidere l'assassino con le mie mani!

grunf

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La chiesa tedesca apre alla pillola abortiva

Pubblicato su da Grunf

La conferenza episcopale tedesca ha dato il via libera alla somministrazione della pillola del giorno dopo nelle cliniche cattoliche nei casi di donne che abbiano subito violenza sessuale. L'ok dei vescovi è limitato ai casi in cui il farmaco evita la fecondazione e non provoca l'aborto.

La decisione è stata presa dall'assemblea che si è tenuta a Treviri. I vescovi tedeschi si allineano in questo modo alla posizione espressa giorni fa dal cardinale di Colonia Joachim Meisner, che ha autorizzato le strutture sanitarie cattoliche a prescrivere la pillola del giorno dopo, alle donne che siano state vittime di violenza sessuale.

La svolta della chiesa tedesca arriva dopo le polemiche sollevate dal caso di una donna che si è vista negare la possibilità di assumere la pillola del giorno dopo da due cliniche cattoliche di Colonia. La chiesa tedesca sottolinea anche che un cambiamento del genere è possibile grazie all'esistenza, oggi sul mercato, di prodotti farmaceutici che hanno effetti nuovi. E in questo scenario i vescovi specificano di aver autorizzato la pillola in grado di evitare la fecondazione, e non invece farmaci dagli effetti abortivi.

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Tre sorelline stuprate e uccise, popolazione in rivolta

Pubblicato su da Grunf

NEW DELHI - La violenza sessuale non trova limiti in India dove tre sorelline di undici, nove e sei anni sono state sequestrate, violentate, uccise e gettate in un pozzo in un villaggio rurale dello Stato centrale di Maharashtra, provocando la rivolta della popolazione locale che ha chiesto la pena di morte per i colpevoli.

Dal mortale stupro due mesi fa di una ragazza di 23 anni a New Delhi da parte di un branco, i media hanno cominciato a dare un'attenzione sempre maggiore ai molti episodi di questo tipo che avvengono in ogni angolo del Paese, scoperchiando un vaso di Pandora da troppo tempo tenuto gelosamente chiuso. Così tv, radio e giornali hanno cominciato a registrare quotidianamente un'agghiacciante contabilità di atti di violenza sulle donne che ha portato alla scoperta di una vera e propria patologia sociale difficile da curare nel breve periodo.

È anche per questa nuova presa di coscienza che la vicenda delle tre sorelline del villaggio di Murmadi, nel distretto di Bhandara, è potuta venire alla luce. Ed ha prodotto una rivolta popolare, il siluramento di Prakash Munde, capo della polizia locale, e l'intervento del 'chief minister' (governatore) del Maharashtra, Prithviraj Chavan e del suo ministro dell'Interno.

Le bambine, hanno riferito i media, sono scomparse all'improvviso dalla loro scuola giovedì scorso, spingendo i famigliari a denunciare il fatto alla polizia che ha cominciato le ricerche nella zona ed ha trovato, due giorni dopo, i loro cadaverini in fondo ad un pozzo non lontano dalla casa dove abitavano. Sui particolari del rinvenimento, le notizie sono confuse. Ma secondo la fonte più attendibile, sono state tre ciabattine ed alcune bottiglie di alcool vuote vicino al pozzo a lasciar intuire agli agenti la terribile fine delle bambine.

L'autopsia ha confermato l'esistenza di "atti sessuali contro natura" prima dell'assassinio. Sotto la pressione della popolazione che ha bloccato anche la statale n.6 che passa vicino al villaggio, la polizia ha intrapreso una autentica 'caccia all'uomo' per catturare gli assassini interrogando oltre 100 persone di cui due sono state fermate.

Un investigatore ha rivelato che la pista seguita finora porterebbe ad una rivalità fra famiglie di cui le piccole innocenti avrebbero fatto le spese. Da parte sua il quotidiano The Indian Express ha ricordato che le bimbe erano orfane del padre, morto tempo fa, e rimanevano spesso sole mentre la madre lavorava in una modesta fabbrica di biscotti della zona.

Vista l'attenzione riservata dai media alla vicenda, e la rabbia popolare esistente, il 'chief minister' Chavan ha deciso di gestirla personalmente. In un comunicato ha definito l'incidente "deplorevole e doloroso" e rivolto un appello alla gente a mantenere la calma e a cooperare con le forze dell'ordine". Per la madre delle bambine, ha disposto la concessione della somma di un milione di rupie (13'800 euro).

Da parte sua il ministro dell'Interno del Maharashtra, Praful Patel, ha visitato la famiglia delle vittime ed ha sostenuto che di fronte a simili comportamenti per i colpevoli, come chiede la gente, "la pena di morte è l'unica soluzione".

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Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)

Pubblicato su da Grunf

Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)
Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)
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Nuova giornata di sciopero nazionale in Grecia contro i tagli agli stipendi e l'aumento delle tasse. Sessantamila persone sono scese in piazza ad Atene al grido: «Ladri, ladri!». E proprio nella capitale ci sono stati scontri con le forze dell'ordine. Gli agenti, più di tremila, hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla vicino a piazza Syntagma. I manifestanti hanno risposto con un fitto lancio di pietre. Il clima è molto teso. I media ellenici raccontano di un pestaggio a un uomo perché scambiato per un militante di Alba Dorata, il partito neonazista che siede in Parlamento. L'uomo è stato soccorso e portato in ospedale.

LA MOBILITAZIONE - I due principali sindacati ellenici hanno deciso il blocco di gran parte del Paese con un'astensione dal lavoro di 24 ore contro la politica di austerità che, denunciano, ha solo aggravato le condizioni di vita dei greci alle prese con il più alto tasso di disoccupazione europeo (al 27%) ma che nel 2013 è previsto in crescita al 30% nel 2013.

LE RISPOSTE DEL GOVERNO - Il governo di coalizione guidato da Antonis Samaras, al potere da otto mesi, è al lavoro per varere le riforme promesse. In cambio Unione europea e Fondo monetario internazionale hanno concesso ad Atene due pacchetti di aiuti finanziari per oltre 200 miliardi di euro. Il governo ha anche deciso la linea dura verso gli scioperanti e, per due volte quest'anno, ha invocato le leggi d'emergenza precettando i lavoratori del trasporto marittimo e del trasporto pubblico locale dopo alcune proteste che hanno paralizzato Atene e fatto scarseggiare i prodotti alimentari sulle isole greche.

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Kenya, nuovo attacco a turisti italiani feriti nell'assalto a ville private Il testimone: E' stato un incubo

Pubblicato su da Grunf

Nuovo attacco a turisti italiani a Malindi, in Kenya. Un commando di sei persone incappucciate ha assaltato con pistole e machete un gruppo di ville private per rapinarle. Un italiano è stato ferito a colpi d'arma da fuoco: trasportato in ospedale sarebbe fuori pericolo. Un altro è stato accoltellato a una mano. Lo dice un testimone all'Ansa.

«È stata un'esperienza assurda». È ancora scossa la voce di Alessandro Aiani che al telefono con l'ANSA racconta la notte da incubo appena trascorsa nella villa a Mayungu, tra Malindi e Watamu, in cui era ospite con un gruppo di amici, presa d'assalto da una banda di criminali.

«Erano sei persone, avevano due pistole e dei machete. All'1.30 di notte stavamo tornando a casa, hanno aspettato che scendessimo dalla macchina e ci hanno aggrediti», racconta Aiani, originario di Genzano, in provincia di Roma. «Ci hanno buttati a terra e minacciati. Un mio amico è stato accoltellato a una mano. Ci hanno portato via soldi e macchine fotografiche. Poi sono passati alle altre ville», aggiunge il testimone spiegando che si tratta di un gruppo di 5 ville private, tutte abitate da turisti italiani, una decina in totale.

Alla casa accanto, quindi, i banditi «hanno sparato a un altro signore, un abruzzese, ferendolo alla pancia. È stato un incubo, sanguinava, volevamo portarlo in ospedale ma ci avevano chiusi dentro. Solo grazie all'intervento di una persona della security locale siamo riusciti a farlo portare in ospedale», prosegue Aiani, aggiungendo che il console Roberto Macrì lo aveva appena chiamato dall'ospedale di Malindi per dirgli che l'uomo «è fuori pericolo». Ora, Alessandro non sa bene cosa fare nei prossimi giorni: «Vengo qui da tanti anni e sarei dovuto rimanere fino a fine febbraio. Ora non lo so...».

L'associazione degli imprenditori italiani che operano nel nord del Kenya, rappresentata dal direttore del Resort Garoda di Watamu, Guido Bertoni, ha chiesto ufficialmente alle autorità locali di assicurare a Mayungu - dove è avvenuto il nuovo assalto ai danni di turisti italiani - e nelle zone limitrofe gli stessi standard di sicurezza presenti a Malindi e Watamu. Le stesse autorità temono che possa esserci una escalation di violenza in una zona di recente costruzione, non ancora messa in sicurezza e in cui non esiste alcun presidio di polizia.

Il precedente. L'assalto potrebbe essere opera della stessa banda che la notte tra il 3 e 4 febbraio ferì alla nuca una giovane donna bresciana ospite di un resort a Watamu Bay. Lo riferiscono fonti della polizia locale.

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Emergenza stupri al Cairo, donne contro Morsi scenderemo in strada nude (Video)

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Un corteo di donne viene protetto da uno speciale servizio d'ordine a piazza Tahir al Cairo.

L'Egitto post rivoluzionario è un pericolo per le giovani manifestanti anti-Morsi.

Dopo l'invito di un predicatore salafita a violentare le donne che scendono in piazza, gli stupri di sono quasi una costante a margine delle manifestazioni e in molte accusano direttamente il presidente egiziano:

"Se i Fratelli Musulmani non lasceranno il potere, le donne egiziane scenderanno in strada nude - dice una giovane del Cairo - non abbiamo paura di nessuno e resteremo in strada fino alla caduta di Morsi".

La strategia del terrore non ha intimorito la donne egiziane: sono nate numerose organizzazioni a difesa delle manifestanti e l'associazione Guardie del corpo di piazza Tahrir ha organizzato anche dei corsi di autodifesa.

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LA BATTUTA DI CACCIA PUNITIVA FA FLOP: I CINGHIALI BATTONO I BELGI

Pubblicato su da Grunf

IN AZIONE 200 CACCIATORI, SOLO UN ANIMALE UCCISO

I belgi hanno organizzato una caccia al cinghiale e, in un primo momento, sembrava che non ci sarebbe stata gara: 200 cacciatori contro 170 cinghiali selvatici. Eppure, alla fine, solo un animale è stato ucciso. E il cacciatore Jef Schrijvers ha detto dopo una giornata frustrante: "I cinghiali hanno vinto, i cacciatori hanno perso".

La città settentrionale di Postel aveva messo a punto la battuta venatoria, perché un aumento esplosivo della popolazione degli ungulati ha danneggiato i campi coltivati e i boschi e ha causato problemi di traffico nelle campagne. Con una battuta repentina e coordinata, i cacciatori hanno cercato di far raggruppare gli animali in modo che alcuni tiratori potessero sparare, ma il piano non ha funzionato. Schrijvers ha aggiunto alla rete televisiva VRT che "la caccia è stata perfetta, sicura e corretta. Solo il risultato è stato deludente". L'ha definita una "prova generale di successo" in vista di altre battute simili.

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REGNO UNITO: LA STORIA DI BIDDY E BODIE, DUE CANI INSEPARABILI

Pubblicato su da Grunf

I RESPONSABILI DI UN RIFUGIO: "NON POSSONO STARE DA SOLI"

Un'adozione di coppia. Stanno cercando di ottenerla i volontari e i responsabili del rifugio Dogs Trust Home a Merseyside, nel Regno Unito. I protagonisti di questa vicenda sono il chihuahua Biddy e l'incrocio di spaniel Bodie. I due cani, da tempo alla ricerca di una nuova famiglia, sono diventati "amici" inseparabili.

Il rifugio è diventato il luogo del loro incontro e ora, quando escono per una passeggiata, vanno sempre assieme. Anzi, c'è dell'altro: non è raro vedere Biddy letteralmente a cavallo di Bodie.

Però - come scrive il Daily Mail - questo legame molto forte tra due cani non più giovanissimi ha reso complicato il lavoro per l'adozione. Ecco che volontari e responsabili del rifugio confidano in una soluzione in coppia. Biddy e Bodie non potrebbero vivere in due case diverse, tanto che anche la notte dormono insieme.

L'animale più grande è una sorta di angelo custode per il più piccolo, ma ama anche stare in compagnia degli umani e, in particolare, dei bambini. Insomma, è un cane molto affettuoso. E forse per questo motivo il chihuahua Biddy ha scelto lui come compagno. Amicizia e affetto immensi, come spesso accade tra bestiole. Soprattutto, tra quelli costretti a vivere in un canile o per strada.

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