Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

animali

L'orrore dei cani imbottiti di droga e uccisi :(

Pubblicato su da Grunf

Labrador, mastini, cani di grossa taglia venivano imbottiti di droga per eludere i controlli e poi, una volta arrivati a destinazione, uccisi senza pietà per recuperare il bottino. Una barbarie che lascia senza parole quella scoperta dalla polizia a Milano.

L'inchiesta ha portato a 75 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di 57 maggiorenni e 18 minorenni, quasi tutti cittadini dell’America Latina, tutti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di stupefacenti e detenzione di armi e riconducibili al fenomeno delle cosiddette "pandillas" di ispirazione latinoamericana, .

Il loro metodo macabro e crudele consisteva in questo: la droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone per essere impenetrabile ai raggi X, dopodiché ancora nel cellophane e in uno scotch di vinile nero, ancor più resistente ai raggi X. L’involucro era così pronto per essere inserito nei cani di grossa taglia tipo San Bernardo, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador che venivano quindi sottoposti a operazioni chirurgiche all'intestino. Dopo il viaggio gli inconsapevoli corrieri della droga a quattrozampe venivano quindi ammazzati e la cocaina purissima recuperata.

Leggi i commenti

GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI

Pubblicato su da Grunf

GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALIGLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
ENPA, OIPA, LAV, LIPU E WWF: "SCELTO NOME STRAORDINARIO"
Nel salutare l'elezione di Papa Francesco I, gli animalisti chiedono al Pontefice di farsi portavoce del messaggio d'amore di San Francesco d'Assisi, promuovendo nelle coscienze dei fedeli il rispetto della vita degli animali e della biodiversità.
"Al Santo Padre chiediamo di rinunciare alle pellicce di ermellino e all'acquisto di oggetti religiosi in avorio o derivati dallo sfruttamento e dalla morte di milioni di animali", commenta l'Enpa. Che continua: "Presenteremo al Pontefice le firme raccolte dalla petizione lanciata su Avaaz, con la quale sollecitiamo le autorità religiose a rinunciare a tali pratiche per rispettare la sensibilità di milioni di persone e raccogliere il messaggio di San Francesco, il primo antispecista della storia moderna, secondo cui gli animali hanno il pieno diritto di abitare il mondo in pace e in armonia con gli uomini".
Altro passo fondamentale per una Chiesa più moderna anche con le politiche internazionali è quello di sottoscrivere la Convenzione di Washington per la tutela degli animali in via d'estinzione, a cui il Vaticano, come pochissimi altri Stati, non ha ancora aderito. Intanto, Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, definisce "straordinaria" la scelta del nome. Perché Francesco "è sempre stato considerato dalla Chiesa un santo importante, ma 'fuori linea', lo dimostra il fatto che il suo nome non sia mai stato scelto da nessun papa".
La Protezione animali auspica, ancora, che l'ascesa di Francesco I al soglio pontificio, che ieri ha rinunciato all'ermellino e alla croce d'oro coerentemente con l'ispirazione al santo di Assisi, possa essere l'inizio di un cambiamento epocale per la Chiesa, con evidenti benefici per tutto il pianeta. Un cambiamento che ponga fine, una volta per tutte, allo sfruttamento e alla coercizione perpetrata dall'uomo ai danni degli esseri viventi più indifesi.
Massimo Pradella, presidente internazionale dell'Oipa, chiede che il Papa rompa con alcune tradizioni crudeli nei confronti degli animali, "Jorge Mario Bergoglio, eletto ieri come nuovo Papa della Chiesa cattolica ha scelto per la prima volta nella storia il nome Francesco. Ci aguriamo che questa scelta sia motivata anche dalla sensibilita' e dal rispetto per gli animali che contraddistingue il frate Francesco, poi diventato santo, e che si rifletta sulle scelte che opererà. Come capo della Chiesa cattolica, istituzione che annovera oltre un miliardo di fedeli, avra' infatti il potere di portare spunti di riflessione, dare l'esempio e rompere con alcune anacronistiche e crudeli tradizioni. Speriamo che questa importante opportunita' non vada sprecata", aggiunge Pradella, citando alcune feste religiose locali che, nelle celebrazioni per il patrono, prevedono crudelta' su animali "non previste dal Vangelo": dalle caprette gettate giu' dal campanile della chiesa alle galline uccise appendendole a un filo, passando per l'utilizzo dell'ermellino e la tradizione pasquale dell'agnello.
"Questo Papa potrà dare un segnale diverso sul tema del benessere degli animali", sottolinea Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu. "La scelta del nome - continua il presidente della Lipu - può essere un'opportunità proprio per aumentare la sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e anche per lanciare un forte segnale verso tutti gli Stati affinché vengano recepite le direttive comunitarie, come la convenzione di Washington per la tutela degli animali in via d'estinzione, per contrastare i fenomeni di contrabbando, detenzione e commercio illegale a livello mondiale. Chiediamo, inoltre, al Vaticano di contrastare fermamente tutte quelle sagre e feste tradizionali, soprattutto italiane, dove glianimali vengono utilizzati per giochi o violenze. Ma sarebbe anche importante bloccare l'importazione di avorio e altro materiale utilizzato per la realizzazione di crocifissi e altre suppellettili, mettendo così a serio rischio alcune specie animali". 
"Appena ho sentito il nome 'Francesco' ho sperato subito che la scelta fosse stata ispirata santo di Assisi", dice il presidente della Lav Gianluca Felicetti. "Questo Papa ha un'arma formidabile da utilizzare subito - continua il presidente della Lav - elevando una sua parola in occasione della prossima Pasqua, per evitare la strage delle migliaia di agnelli che ogni anno vengono sacrificati". Sarebbe "un segnale di discontinuita' con i suoi predecessori" che dimostrerebbe "compassione per tutti i viventi, animali compresi, facendo così della festa una Pasqua di resurrezione e quindi di vita. Ci auguriamo che sia un uomo di pace, che applichi il rispetto per tutti gli esseri viventi a 360 gradi proprio nello spirito di San Francesco".
La scelta di Jorge Mario Bergoglio di chiamarsi Francesco "è una cosa bellissima in cui non speravamo, un sogno che non si è mai realizzato e che ora si avvera", così Fulco Pratesi, presidente onorario e fondatore Wwf Italia, commenta l'elezione del nuovo Pontefice e la scelta del nome di "un santo perfetto, segnale di nuova attenzione a piante ed animali". In fondo, aggiunge Pratesi, Bergoglio poteva scegliere un qualsiasi altro nome, ma la decisione presa "lo pone di fronte a un'aspettativa, e cioè che da questa scelta possano nascere atteggiamenti specifici, non solo per l'Italia, ma per tutti quei Paesi in cui la natura è a rischio, considerando anche che il Papa viene da un Paese, l'Argentina, che ha paesaggi a luoghi davvero molto belli".

Leggi i commenti

VOGHERA, LAV: MISURE CAUTELARI PER IL VETERINARIO SOTTO ACCUSA

Pubblicato su da Grunf

Certi personaggi mettono in dubbio la mia profonda convinzione che la chiusura dei manicomi sia stata cosa buona e giusta...ancora di più mi fanno dubitare i coglioni che portano gli animali da "curare"

grunf

IL MEDICO HA AGGREDITO UNA TROUPE DI "STRISCIA"

Maltrattamento e uccisione di animali, lasciati morire o soppressi senza anestesia. E non solo: molestie sessuali e ingiurie nei confronti delle donne. Ecco le accuse a carico di un veterinario imputato al Tribunale collegiale di Voghera contro cui la Lav si augura che la Procura valuti l'opportunità di disporre misure cautelari e l'Ordine dei Veterinari della provincia di Pavia la radiazione dall'albo. Ma gli animalisti chiedono anche provvedimenti disciplinari contro gli eventuali complici.
Tra l'altro, proprio nei giorni scorsi, la vicenda - insiste la Lega anti vivisezione - si è arricchita di un'incresciosa aggressione a carico della troupe televisiva di "Striscia la notizia" (ecco il video andato in onda ieri). Pur essendo sospeso, infatti, il medico - difeso da una schiera di sostenitori che avevano addirittura organizzato una manifestazione davanti al Tribunale - continuava impunemente ad esercitare, violando così il provvedimento dell'Ordine dei medici veterinari. Ed era proprio su questo argomento che l'inviato Edoardo Stoppa aveva chiesto un chiarimento.
Proprio oggi, intanto, si è celebrata l'ennesima udienza davanti al Tribunale collegiale di Voghera, con la Lav che si è costituita parte civile.
"Esprimiamo solidarietà a Edoardo Stoppa e al suo staff per la grave aggressione, chiediamo che sia fatta piena giustizia accertando ogni responsabilità di questo medico veterinario rispetto ai fatti contestati, inclusi l'illecito esercizio della professione e questa inqualificabile aggressione - dichiara il presidente della Lav Gianluca Felicetti – è necessario un intervento urgente della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari affinché questo iscritto non nuoccia più alla categoria professionale, agli animali e alle
persone".

Leggi i commenti

CITES, GOVERNI VOTANO CONTRO SANZIONI SUL COMMERCI DI AVORIO

Pubblicato su da Grunf

FORTE DELUSIONE ESPRESSA DAL WWF

"Siamo estremamente delusi dalla mancanza di decisioni e azioni urgenti e puntuali decise da parte dei governi per accelerare il processo di sanzioni contro quegli Stati che da anni non sono riusciti ad agire con fermezza per ridurre il commercio illegale di avorio nel proprio Paese'. Così Massimiliano Rocco, responsabile Specie e Traffic del Wwf Italia, commenta all'Adnkronos il voto contrario, espresso oggi dai governi riuniti al tavolo della Conferenza Internazionale sul commercio di specie minacciate di estinzione (Cites), alle sanzioni commerciali immediate nei confronti dei Paesi che non hanno affrontato il commercio di avorio.
Nonostante vi sia stata una discussione all'inizio della Cites su possibili sanzioni commerciali nei confronti dei Paesi che non riescono o non si impegnano seriamente a regolare i loro mercati d'avorio, i governi riuniti non hanno approvato quelle sanzioni proposte nei confronti di trasgressori come Camerun, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, Gabon, Mozambico, Nigeria e Uganda. "Non ci fermeremo - aggiunge Rocco - e monitoreremo che il Comitato permanente della Cites induca questi governi a rendere conto di quello che faranno nel prossimo anno". I governi hanno chiesto ai Paesi trasgressori di individuare azioni e scadenze per garantire un progresso nella lotta al commercio illegale di avorio prima dell'estate 2014, rinviando di mesi quello che per il Wwf doveva essere deciso oggi.
In base alle norme del trattato, gli Stati membri della Cites possono raccomandare che le parti blocchino i rapporti commerciali con i paesi inadempienti nei confronti della tutela delle 35mila specie coperte dalla convenzione, dalle orchidee alle pelli coccodrillo. Ci sono state, pero', diverse altre misure adottate dai governi per contribuire a contenere il commercio illegale di avorio, tra cui la creazione di una task force esecutiva sull'avorio, che consentirà una migliore applicazione del diritto per la collaborazione tra i paesi; migliori tecniche giuridiche basate sul Dna per identificare l'origine di avorio confiscato; la conferma della necessità di campagne di riduzione della domanda su avo
rio.

Leggi i commenti

EDUCARE I LUPI, LA FRANCIA VUOLE RIDURRE LE SPESE PER GLI INDENNIZZI

Pubblicato su da Grunf

FA DISCUTERE L'IDEA NEL PIANO NAZIONALE PER IL LUPO

Continua a far discutere, anche a livello internazionale, il piano per il lupo 2013-17 presentato dal governo francese . Il progetto, elaborato dopo mesi di fortissima tensione tra allevatori e protezionisti, prevede una gestione differenziata secondo le regioni e la pressione esercitata localmente dai lupi (in Francia ne sono rimasti 250 in tutto!) e soprattutto la possibilità di "catturare" gli esemplari sorpresi ad attentare alle greggi per "educarli". Secondo gli ideatori del piano, e secondo il ministro francese dell'Ambiente Delphine Batho, agenti dell' Office national de la chasse et de la faune sauvage dovrebbero catturare i lupi "malandrini", marcarli con un segno di riconoscimento e poi lasciarli andare. Tanto basterebbe, affermano i sostenitori del piano, per spaventare i lupi e indurli a concentrarsi su prede selvatiche. Solo gli individui recidivi, i lupi "dalla testa dura" sarebbero destinati all'abbattimento. Tutto ciò consentirebbe al governo di risparmiare sugli indennizzi dovuti agli allevatori danneggiati. Negli anni scorsi il numero delle pecore attaccate dai lupi è salito continuamente, dai 2680 capi del 2008 ai 5848 del 2012. E gli indennizzi sono costati a Parigi 2 milioni di euro. Comunque, sulla base dei parametri stabiliti dalla convenzione di Berna, in Francia non si potranno abbattere più di 11 lupi l'anno.

Leggi i commenti

STRAGE DI DELFINI NEL TIRRENO: 77 MORTI, IL MORBILLO TRA LE CAUSE

Pubblicato su da Grunf

Sale a 77 il bilancio degli esemplari di stenella striata (stenella coeruleoalba) spiaggiati lungo le coste del Tirreno. I numeri sono della Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi, creata e coordinata dai ministeri dell'Ambiente e della Salute.
Secondo il rapporto provvisorio elaborato nei giorni scorsi, "circa il 50% delle stenelle finora esaminate (12 su 24) è risultato infetto dal virus del morbillo (dolphin morbillivirus), responsabile in passato di due gravi epidemie nel Mediterraneo (tra il 1990 e il 1992 e tra il 2006 e il 2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo".
E' stata anche sottolineata "la capacità del virus di infettare altre specie di mammiferi acquatici". E non solo: "su circa il 60% degli esemplari esaminati (20 su 32) è stato isolato il batterio photobacterium damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche. Il ruolo di questo agente nell'anomalia in corso rimane tuttavia ancora da comprendere".
In generale, "tutti gli animali si sono presentati fortemente infestati da parassiti, indice di un quadro immunitario compromesso in modo significativo". Tra le cause possibili, oltre al morbillivirus o ad altri agenti biologici, "anche agenti inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono alterarne la risposta immunitaria".
Si tende, però, ad "escludere episodi di tossicità acuta dovuta all'inquinamento, poiché una circostanza di questo tipo avrebbe danneggiato più specie e tutte nello stesso momento", osservano le autorità in una nota.
Dopo più di un mese dall'inizio dell'anomala moria di stenelle lungo le coste del Tirreno - prevalentemente in Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Campania - per capire meglio la natura di questo fenomeno, servono altre analisi i cui esiti saranno confrontati con quelli di altre ricerche, come le indagini genetiche per lo studio di popolazione di stenelle.

Leggi i commenti

REGNO UNITO, IDEA-CHOC: BOSCHI AL SICURO SE UCCIDIAMO META' DEI CERVI

Pubblicato su da Grunf

Se eliminano tutti gli Inglesi al posto dei cervi i boschi stanno ancora meglio!!!

Grunf

Il Regno Unito dovrebbe abbattere la metà della popolazione di cervi per preservare i boschi e le specie di uccelli. La proposta-choc arriva da una ricerca della University of East Anglia pubblicata sul "Journal of Wildlife Management". Lo studio ha dimostrato che la sovrabbondanza di cervi rappresenta - pensate - una minaccia per il mantenimento degli equilibri sani degli ecosistemi in Gran Bretagna. L'attuale popolazione dei malcapitati animali con le corna si aggira intorno a 1,5 milioni di esemplari e, stando alla ricerca, molti causerebbero danni gravi alle foreste.
Gli studiosi, insomma, chiedono senza mezzi termini che si passi ad una regolamentazione più specifica per dare l'ok all'abbattimento e alla macellazione del cinquanta per cento dei cervi. "Sappiamo che stanno attentando alla salute della vegetazione e della fauna dei nostri boschi, alcuni tra i più antichi del regno", ha spiegato l'autore Paul Dolman. Che continua ad attaccare: "I cervi, inoltre, sono i principali responsabili della riduzione degli uccelli selvatici, in particolare di specie come gli usignoli (Luscinia megarhynchos) e le capinere (Sylvia atricapilla). È un'emergenza che va affrontata necessariamente attraverso la promozione di una strategia di abbattimento che sia quanto più umana possibile".

Leggi i commenti

IL FALO' DELLE VANITA': DA OGGI ADDIO AI TEST SU ANIMALI PER PRODURRE COSMETICI

Pubblicato su da Grunf

Finalmente ci siamo. Il divieto deii test dei prodotti cosmetici sugli animali scatta da oggi lunedì 11 marzo e, entro l'estate, tutte le aziende produttrici saranno obbligate a dare informazioni più dettagliate sulle etichette sulla data di scadenza e sull'eventuale presenza di ingredienti "nano", cioè di dimensioni inferiori ai 100 micron. "E' un passo avant di importanza storica", commenta l'on. Michela Vittoria Brambilla.
Entra in vigore il nuovo regolamento approvato dall'Unione europea sui prodotti di bellezza. Da lunedì in tutti i 27 Paesi dell'Ue, sarà vietato vendere anche quei preparati che contengono ingredienti testati sugli animali in Paesi extra europei. E dall'11 luglio le società di cosmesi dovranno indicare la scadenza dei prodotti con l'aggiunta di un nuovo simbolo, una piccola clessidra. E non finisce qui: sulle etichette dovranno essere segnalati gli eventuali nanomateriali, cioè gli ingredienti più piccoli di 100 micron, impiegati di solito soprattutto nei prodotti solari.
Già dal marzo 2009 nessun ingrediente dei cosmetici poteva essere testato su animali nell' Ue ed era vietato commercializzare nel territorio comunitario prodotti che contengono ingredienti testati su animali al di fuori dell'Europa comunitaria. Ma dai divieti restavano fuori ancora cinque test, molto invasivi e diffusi: tossicità per uso ripetuto, inclusi sensibilizzazione cutanea e cancerogenicità, tossicità riproduttiva, e tossicocinetica. E sono proprio questi i test che saranno proibiti dall'11 marzo, in modo da rendere la produzione dei cosmetici in Europa totalmente "cruelty-free".
Una vittoria significativa per gli animalisti. Infatti, la decisione di Bruxelles verrà festeggiata proprio lunedì in piazza a Roma dalla Lav. In programma una manifestazione alle 12 in piazza del Pantheon. "Addio ai test cosmetici sugli animali. Festeggia con noi": ecco il titolo dell'iniziativia promossa dalla Lega anti vivisezione. Che, nell'annunciare l'evento, scrive sul proprio sito: "Dopo 23 anni di battaglie, manifestazioni, pressioni istituzionali, con l'appoggio di milioni di cittadini l'11 marzo l'Europa sarà finalmente libera dai cosmetici testati su animali. Nessun prodotto o ingrediente in Europa sarà più sperimentato su animali. Una vittoria storica ottenuta anche grazie a te, al tuo sostegno, alla tua firma. Ti aspettiamo a Roma, in piazza del Pantheon, lunedì 11 marzo, alle 12,00 oppure alle 18,00. Non mancare!".
"È un passo avanti di importanza storica, che corona decenni di battaglie animaliste", ribadisce l'on. Michela Vittoria Brambilla. "Trent'anni fa, quando fondai la sezione provinciale della Lege Antivivisezionista Lombarda, fermare i test sugli animali per i cosmetici era solo un sogno - continua l'on. Brambilla -. Oggi, almeno nell'Ue, diventa una realtà. Segno che la sensibilità sociale muta e progredisce, che l'empatia - alla lunga - la vince sull'indifferenza e sull'avidità umana. Ora dobbiamo batterci perché nel più breve tempo possibile metodi alternativi sostituiscano la sperimentazione animale, inattendibile e fuorviante, anche nella ricerca scientifica. Ai cittadini le lobby farmaceutiche propongono la grossolana e falsa alternativa 'salvare  l'animale o salvare l'uomo'. La scienza moderna è sarà sempre di più in  grado di salvarli entrambi. Si tratta di prenderne atto, innanzitutto a livello europeo, puntando sulla totale revisione della direttiva 63/2010, ma anche nel nostro Parlamento. Io ricomincerò da dove ero arrivata, cioè dal testo approvato alla Camera il 1 febbraio 2012  con 380 sì, 20 no e 54 astenuti, che è poi diventato l'art.14 della legge comunitaria per il 2011, 'sequestrata' in Senato per dieci mesi finché non sono state sciolte le Camere. L'articolo impegnava  il governo a tener conto, nel redigere il decreto legislativo di recepimento della direttiva 63/2010, anche di alcuni altri principi e criteri direttivi, tra i quali la norma 'anti Green Hill', da me scritta - che prevede il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione - e il divieto di eseguire esperimenti senza anestesia o analgesia. Naturalmente ho pronta anche una proposta di legge per l'abolizione "tout court" della vivisezione, che depositerò il primo giorno di insediamento del Parlamento. L'opinione pubblica - conclude l'on. Michela Vittoria Brambilla - considera la vivisezione eticamente inaccettabile e rifiuta una scienza fondata sulla sofferenza. Prima lo capiranno le autorità, meglio sarà". 

Leggi i commenti

Caccia: sparare prima ai cuccioli, poi alle madri. La proposta shock in Trentino :((((

Pubblicato su da Grunf

Sparare prima ai cuccioli, poi alle madri. :((

 

 È questa la nuova regola per i cacciatori inserita al punto 12.10 nel testo della proposta di "prescrizioni tecniche 2013/2014 per l'esercizio della caccia" in Trentino, adottato dal Comitato faunistico provinciale nella seduta del 12 febbraio scorso e ora in attesa di approvazione.

 

La proposta servirebbe, almeno nelle intenzioni, a evitare che i piccoli di cervo o capriolo soffrano a causa della morte delle loro mamme. Ma, come spiega L'Adige, sono in molti a non averla gradita. Persino i cacciatori, ma per motivi che con l'etica hanno ben poco a che fare, si sono opposti alla specificazione che "nella caccia al cervo e al capriolo possano essere prelevate anche le femmine accompagnate dal piccolo ed in questi casi il piccolo è abbattuto per primo", venuta, a quanto pare, proprio dalla "fazione" ambientalista del Comitato.

"Ciò che dice la prescrizione, inserita in forma scritta per la prima volta, è da sempre una buona norma di comportamento da parte dei cacciatori. Uccidere prima la madre e lasciare il cucciolo significa consegnarlo comunque a morte certa. E per la specie è più preziosa una madre, di un cucciolo", ha commentato il presidente dell'associazione cacciatori trentini Gianpaolo Sassudelli , aggiungendo che ciò "porterà ad un mucchio di problemi. Perché darà luogo a numerosi contenziosi. Se verrà abbattuto un cucciolo e verrà risparmiata la madre in periodo di allattamento, successivamente un cacciatore potrà liberamente abbattere quella femmina, perché senza cuccioli. Ma in caso di controlli, avrà abbattuto una femmina in periodo di allattamento, esarà passibile di sanzione". Insomma, a sentire le doppiette lsi tratterebbe di una vera e propria imboscata.

Per il rappresentante del Pan-Eppaa Adriano Pellegrini, invece, si tratta di un chiarimento che andava messo nero su bianco: "da animalista convinto sono stato io a chiedere l'inserimento del comma. E Nigra (Wwf, ndr) ha votato con me. Si tratta di un'indicazione che c'era già riguardo al calendario venatorio di parecchi anni fa e poi è stata tolta. Ma credo sia giusto ci sia, nero su bianco, perché tanto è comunque prassi fare così e poi, da ambientalista convinto, ribadisco, se proprio devo, preferisco veder morire un cucciolo piuttosto che la madre, con un cucciolo lasciato solo e destinato comunque a morire di stenti, senza una sua guida". Una "buona norma di comportamento" davvero crudele, che ci ricorda come l'unica scelta di civiltà sia la cessazione della caccia. Così non sarà più possibile uccidere né la madre né il cucciolo.

Leggi i commenti

Cina, tremila maiali morti nelle acque del fiume Huangpu

Pubblicato su da Grunf

Gli abitanti di Shaghai chiedono risposte urgenti al governo cinese
Nei suini trovate tracce di un virus, ma le autorità rassicurano: “Non c’è rischio di contagio per gli uomini”
 
 

Sono ormai quasi tremila le carcasse di maiali, di tutte le età e dimensioni, ripescate nel grande fiume che attraversa Shanghai, l’Huangpu. Le autorità sanitarie credono che gli animali siano stati gettati nel fiume dagli allevatori della provincia di Zhejiang, dopo essere deceduti per qualche malattia non precisata.  

 

Gli abitanti della megalopoli, 23 milioni di persone, chiedono con sempre maggiore insistenza chiarimenti sulla situazione, poiché le acque del fiume sono la fonte di acqua potabile di Shanghai. “E’ ancora potabile l’acqua in cui galleggiano centinaia di carcasse di animali?”, chiede Liu Wanqing, un abitante di Shanghai citato dal giornale China Daily. “Il governo deve condurre un’inchiesta dettagliata e fornire delle risposte oltre all’acqua potabile”.  

 

Dopo aver raccolto diversi campioni di acqua dall’Huangpu, il governo di Shanghai ha affermato in un primo momento che i risultati ottenuti sono “normali”. Più tardi, tuttavia, è stato dichiarato dall’agenzia Xinhua che un virus della categoria circovirus suino è stato trovato in campioni d’acqua del fiume Huangpu. La Commissione Municipale dell’Agricoltura ha trovato il virus nei campioni di acqua raccolti dopo il ritrovamento dei suini nel fiume, che sbocca nello Yangtse ed è una delle sorgenti di acqua corrente per i 24 milioni di abitanti di Shanghai. Il circovirus suino colpisce solo questi animali e non può contagiare gli esseri umani, ha ricordato la Commissione, che ha cercato nei campioni anche i virus che possono produrre la “foot-and-mouth disease”, l’influenza suina, il colera e la diarrea, senza però trovarne traccia.  

Leggi i commenti

<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 20 30 > >>